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Reddito di cittadinanza, come tenersi stretto l’accredito fino a dicembre 2023

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A partire da luglio diversi milioni di percettori RdC hanno dovuto dire addio al sussidio. Tuttavia, in alcuni casi specifici, questi ultimi avranno diritto all’erogazione di un nuovo contributo. Vediamo di cosa si tratta.

Per molti titolari di Reddito di Cittadinanza, luglio è stata l’ultima mensilità di accredito del sussidio. Nello specifico, hanno detto addio alla sostegno per la povertà introdotto dall’ex Governo Conte, tutti quei nuclei familiari composti da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 59 anni che lo percepivano già da gennaio 2023.

Insomma, si volta pagina e lo stop inizia a riguardare sempre più famiglie, che mese dopo mese perderanno il sussidio. Del resto, è ormai noto a tutti che la strada intrapresa dal Governo è quella della definitiva abolizione del Reddito di Cittadinanza, a partire dal prossimo gennaio 2024.

Cosa fare, dunque, per tenersi stretto l’accredito RdC fino a dicembre 2023? Scopriamolo nelle prossime righe.

Reddito di Cittadinanza: come assicurarsi l’accredito fino a dicembre 2023

Per alcune categorie, luglio è stato l’ultimo mese di pagamento del Reddito di Cittadinanza. Proprio come stabilito dalla Manovra di bilancio 2023, si esaurisce il sussidio per una precisa platea di beneficiari, i cosiddetti “occupabili” che da agosto non riceveranno più soldi sulla carta RdC. Per loro è in arrivo, a settembre 2023, un nuovo contributo, ovvero il supporto per la formazione e il lavoro. La misura, dall’importo pari a 350 euro al mese, verrà riconosciuta a chi ha un ISEE inferiore a 6 mila euro, a patto che, presenti apposita richiesta e accetti di prendere parte a progetti di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, orientamento, accompagnamento al lavoro e politiche attive. L’indennità, infatti, è strettamente collegata alla frequenza di percorsi formativi, fermo restando il limite di un anno.

Tutt’altro discorso, invece, per le famiglie che vedono la presenza di almeno un componente minore, disabile, ultrasessantenne o persone prese in carico dai servizi sociali, per le quali è prevista l’erogazione del sussidio fino al prossimo dicembre 2023. Ad ogni modo, una volta calato definitivamente il sipario sul RdC, queste famiglie avranno diritto alla nuova misura del Governo Meloni, ovvero, l’Assegno di Inclusione. Il sostegno economico viene riconosciuto esclusivamente a chi ha un Isee pari o inferiore a 9.360 euro e presenta un reddito familiare non superiore a 6 mila euro (moltiplicato per il parametro di scala di equivalenza).

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L’Assegno di Inclusione ammonta a 500 euro mensili, ai quali possono essere aggiunti 280 euro come contributo al pagamento dell’affitto di casa. La mensilità spettante può aumentare in base ai parametri della scala di equivalenza, ma facciamocene una ragione, si tratta in ogni caso di somme più basse rispetto a quelle riconosciute con il Reddito di Cittadinanza.