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Offese in chat, cosa fare per poter tutelare la propria immagine: la legge non ammette ignoranza

Offese in chat
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Al giorno d’oggi subire delle offese in chat non è qualcosa di così sporadico. Ecco cosa si può fare per difendersi da questi attacchi sempre più diffusi nell’era digitale

Il cambiamento della società ha comportato lo spostamento sui social network di molte attività che prima avvenivano faccia a faccia. Anche per quanto concerne le offese pubbliche i “teatri” in cui avvengono sono ormai le chat e non più le strade o le piazze. In ogni caso è necessario tutelarsi qualora si sia vittima di offese e ingiurie di questo genere.

Un tempo offendere in pubblico l’onore e il decoro di una persona costituiva il reato di ingiuria. Era disciplinato dall’articolo 594 del Codice penale, ma nel gennaio 2006 è stato derubricato soltanto ad illecito civile. Quindi come ci si può tutelare al giorno d’oggi di fronte a tutto ciò?

Offese in chat: tutti i passaggi da seguire per potersi difendere

Niente più denuncia in caserma per difendere il proprio onore come avveniva un tempo. La palla passa direttamente al legale grazie al quale si potrà citare dinanzi ad un giudice civile colui che ha recato l’offesa in modo tale da poter richiedere il risarcimento sulla base dei danni procurati.

Si hanno cinque anni di tempo per citare in giudizio la persona protagonista dell’offesa (i cinque anni scattano dal giorno in cui è stata pronunciata l’offesa) e bisognerà dimostrare al giudice che colui che è stato citato in giudizio ha realmente fatto o detto qualcosa di offensivo. Importanti in tal senso possono essere dei testimoni o al passo coi tempi gli screen shot delle conversazioni che contengono l’offesa.

La quantificazione dell’entità del danno spetta poi al giudice che dovrà tener conto anche della diffusione dell’offesa da parte dei terzi e della gravità della stessa. Dunque c’è ben poco da scherzare quando entrano in gioco le chat e i social. Le conseguenze possono essere decisamente importanti.

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Per questo sarebbe opportuno avere un maggior self control quando si fa uso di questi strumenti perché potrebbero appunto ritorcersi contro. Anche un commento che può sembrare banale o semplicemente una battuta potrebbero portare il prossimo a chiedere il risarcimento del danno. D’altronde nell’era del politically correct c’è anche chi si approfitta palesemente di queste situazioni per trarre dei vantaggi personali senza minimamente pensare alle possibili conseguenze che potrebbero scaturire. Un po’ di sano buon senso è ciò che basterebbe per evitare qualsiasi genere di magagna sui social e nella vita reale.