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Farmaci contro il raffreddore, arriva la preoccupante allerta: “Possono causare infarti e ictus”

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A lanciare l’allarme contro i farmaci per curare il raffreddore, l’Agenzia francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm).

Proprio con la stagione dei raffreddori e dell’influenza alle porte, arriva una preoccupante allerta da parte dell’Agenzia francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari. Secondo quanto sostenuto dagli esperti, infatti, l’assunzione di medicinali per il raffreddore, per intenderci quelli venduti al banco senza ricetta, possono causare infarti del miocardio e ictus.

Il rischio, evidenziano dall’Agenzia, sarebbe piuttosto raro, ma assolutamente da non sottovalutare. I farmaci utilizzati come rimedi al naso chiuso sono vasocostrittori, normalmente, acquistabili in farmacia senza il bisogno di una prescrizione medica. Nel comunicato stampa dello scorso 23 ottobre, rimbalzato su tutta la stampa francese, l’Agenzia spiega: “Infarti miocardici e ictus possono verificarsi dopo l’uso di farmaci vasocostrittori (pseudoefedrina) per alleviare i sintomi del raffreddore”. Sebbene, poi l’Ansm precisi nella nota che: “si tratta certamente di un rischio raro: 307 casi gravi tra il 2012 e il 2018”, ritiene comunque che il rischio sia troppo elevato per un semplice raffreddore.

Pertanto, nel comunicato precisa che: “La gravità di questi incidenti e la persistenza dei casi, unite alla natura non essenziale dei vasocostrittori, inducono l’Ansm a sconsigliarne l’uso”.

Le raccomandazioni dell’Anms

Insomma, l’Agenzia francese invita alla prudenza sull’utilizzo di questi farmaci e sconsiglia fortemente il “fai da te”. Già da diversi anni, in Francia, le autorità cercano di scoraggiare l’uso di questi farmaci e come si legge dalla nota: “altre misure restrittive potrebbero essere adottate per proteggere i pazienti”.

Tra i prodotti più noti nel mirino del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) e dell’Agenzia europea del farmaco (Ema): Actifed, Dolirhume, Nurofen Rhume, Humex o Rhinadvil. Nonostante, non ci sia ancora una risposta certa, l’Agenzia per la sicurezza dei farmaci e dei prodotti sanitari resta ferma sulla convinzione che: “Ci sono rischi di effetti indesiderati, rari ma molto, molto gravi, su tutte le popolazioni, anche quelle senza fattori di rischio e con un uso limitato”.

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Per cui, l’Anms ricorda che: “il comune raffreddore normalmente guarisce in meno di 10 giorni senza alcun aiuto. Ma se i sintomi sono ‘insopportabili’ per il paziente, è consigliabile utilizzare soluzioni di lavaggio nasale, come spray salini o di acqua di mare, bere molto, dormire con la testa sollevata e osservare un’alimentazione adatta”.