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Pensioni di reversibilità, vecchiaia e invalidità: gli aumenti fascia per fascia nel 2024

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A partire dal prossimo anno ci sarà un leggero ritocco al rialzo delle pensioni per effetto della rivalutazione all’inflazione. Intanto a novembre si attende il conguaglio della perequazione sul 2022. Facciamo il punto della situazione.

Tira aria di aumenti per gli assegni pensionistici, grazie alla rivalutazione all’inflazione. Tuttavia, non tutte le pensioni saranno ritoccate al rialzo in egual misura.

Proprio come lo scorso anno, infatti, la squadra di Governo, con lo scopo di recuperare risorse pubbliche da utilizzare per coprire il bilancio statale, ha deciso di ridurre gli aumenti per i trattamenti pensionistici di importo medio alto.

In più, per novembre 2023 è previsto l’anticipo del conguaglio della perequazione degli assegni di pensione, che era atteso invece per gennaio 2024. Ecco di quanto aumenteranno le pensioni nel 2024, fascia per fascia.

Pensioni 2024: gli aumenti fascia per fascia

Ottime notizie per i pensionati italiani che si ritroveranno con importi più corposi. Nei prossimi mesi le pensioni aumenteranno, innanzitutto, per effetto del conguaglio della perequazione, anticipato a novembre 2023. Nello specifico, gli importi aumenteranno dello 0,8%, ovvero, la differenza tra l’indice Istat provvisorio di 7,3% e quello definitivo del 8,1%. Tuttavia, non tutte le pensioni saranno ritoccate al rialzo in egual misura. Infatti, il conguaglio sarà erogato per fasce di reddito, e verrà riconosciuto al 100% solo per i trattamenti fino non superiori a 4 volte la minima. Dunque, chi riceve un assegno pensionistico non superiore a 2.100 euro, riceverà un aumento del 100% del tasso dell’inflazione, quindi dello 0,8%. Poi ci sarà un taglio che aumenterà all’aumentare dell’importo dell’assegno pensionistico.

Per gli assegni di importo compreso tra 2.101,53 e 2.626,90 euro, l’aumento sarà pari all’85% del tasso di inflazione, quindi dello 0,68%. Per i trattamenti pensionistici tra 2.626,91 e 3.152,28 euro l’aumento sarà pari al 53% del tasso di inflazione, ovvero, dello 0,4%. Sarà del 47% l’aumento rispetto al tasso di inflazione, cioè dello 0,3%, per le pensioni di importo compreso tra 3.152,29 e 4.203,04 euro. Scende l’aumento al 37% del tasso di inflazione, quindi dello 0,29% per i trattamenti pensionistici di importo compreso tra 4.203,05 e 5.253,80 euro. Sopra i 5.253,81 euro, l’aumento sarà del 32% del tasso di inflazione, cioè dello 0,25%.

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Stesso discorso per gli aumenti che scattano con il nuovo anno, eccezion fatta per una piccola novità che riguarda le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo INPS, a cui sarà riconosciuto un aumento del 90% del tasso di inflazione, anziché dell’attuale 85%. In attesa di conferme ufficiali, dovrebbe restare pieno l’adeguamento al di sotto di questa soglia.