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Manovra 2024, arriva la svolta per il calcolo ISEE: le nuove regole

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Tira aria di novità per il calcolo ISEE. Stando alla bozza di Legge di Bilancio 2024, a partire dal prossimo anno ci saranno diversi cambiamenti. Facciamo il punto della situazione.

Con il Disegno di Legge di Bilancio 2024, sono state introdotte diverse novità riguardo il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Tra le principali, ricordiamo, l’esclusione dal calcolo del valore dei Titoli di Stato e ad altri prodotti finanziari di raccolta risparmio fino ad un tetto massimo di 50 mila euro. L’intento della squadra di Governo è rendere il calcolo ISEE più equo, senza penalizzare chi ha investito in questi prodotti.

Un’altra novità molto importante che verrà introdotta dal prossimo anno, c’è anche il concordato preventivo, un’agevolazione che interesserà i contribuenti con partita IVA. Infine, andranno ad impattare sul calcolo del valore ISEE, l’inclusione dei redditi da lavoro dipendente ed autonomo, che non vengono assoggettati alla ritenuta alla fonte e l’aggiornamento dei valori Istat.

Nel prossimo paragrafo analizziamo nel dettaglio le nuove regole che, dal 2024, daranno una svolta al calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Calcolo ISEE 2024: le nuove regole

Tra le principali novità introdotte dalla nuova Manovra c’è sicuramente il concordato preventivo. Questa agevolazione interesserà i titolari di partita IVA. In buona sostanza chi deciderà di aderire al concordato preventivo, potrà concordare in anticipo con l’Agenzia delle Entrate il reddito dell’anno per il pagamento delle imposte. Ricordiamo che l’agevolazione non sarà applicata, invece, sui benefici per i quali risulta essere rilevante l’ammontare dei redditi.

Le intenzioni del legislatore sono spiegate nel dettaglio all’articolo 35 dello schema del decreto Legislativo in materia di accertamento, approvato lo scorso 3 novembre dal Consiglio dei Ministri: “Agli effetti del presente decreto, quando le vigenti disposizioni fanno riferimento, per il riconoscimento della spettanza o per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, al possesso di requisiti reddituali, si tiene comunque conto del reddito effettivo e non di quello concordato. Il reddito effettivo rileva anche ai fini dell’indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 10”. Questo significa che, per le partite IVA che scelgono di aderire al concordato preventivo, le regole relative alla determinazione del reddito per la determinazione delle imposte dovranno essere separate da quelle relative all’accesso di agevolazioni e benefici.

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Come abbiamo anticipato, un’altra novità rilevante nel calcolo ISEE riguarda l’esclusione dei Titoli di Stato fino ad un massimo di 50 mila euro. Insomma, dal 2024, questi prodotti non verranno presi in considerazione ai fini del calcolo dell’Indicatore della Situazione economica equivalente (ISEE).