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Pignoramenti e blocchi dei conti: la tremenda offensiva dell’Agenzia delle Entrate

In Italia sono tante le famiglie che a causa della crisi economica non sono riuscite a garantire il pagamento dei propri debiti, l’Agenzia delle Entrate però sta provvedendo all’invio delle notifiche di tutte le cartelle esattoriali che risultano attualmente insolute.

Cittadini ed imprese saranno i protagonisti di questo evento che molto probabilmente andrà a peggiorare una situazione già altamente critica di suo, opinione già ampiamente sostenuta dai commercialisti, soprattutto per quanto riguarda pignoramenti e blocchi dei conti.

pignoramenti
Blocco dei conti, Agenzia delle Entrate – pixabay

La preoccupazione dei commercialisti e dei cittadini

Riccardo Borgato, presidente dell’ordine dei commercialisti, ha preso la parola riguardo la soluzione commentando: “Possiamo confermare che in queste settimane stanno arrivando le richieste di pagamento delle cartelle esattoriali sospese, con provvedimenti che ne avevano congelato le notifiche, durante il periodo Covid, ma a preoccuparci è soprattutto il fatto che, oltre alla notifica di queste richieste di pagamento, è partita in maniera pesante anche la procedura esecutiva”.

Sembra infatti che se il debitore supera le date di scadenza delle cartelle senza aver effettuato il pagamento, l’Agenzia potrà provvedere ad incassare i soldi pignorando direttamente le somme presenti nei conti correnti bancari, i beni di proprietà o i crediti verso terzi.

Borgato aggiunge: “Con un provvedimento del decreto aiuti, nel periodo estivo, era stata semplificata la possibilità di rateizzazione che, fino ad un importo di 120mila euro, era possibile richiedere anche in assenza di condizioni particolari come accadeva in precedenza, ovvero senza bisogno di documentare la ‘temporanea situazione di obiettiva difficoltà”.

cartelle esattoriali insolute
Pignoramenti stipendio – pixabay

Cosa accadrà ai debitori

Sempre secondo Borgato la situazione può facilmente complicarsi ulteriormente, anche perché durante il periodo del Covid19 era stato inoltre variato l’istituto della decadenza dalla rateizzazione, non più dopo il mancato pagamento di cinque rate, ma di otto e una volta decaduti da una dilazione non si poteva più accedere ad un dilazionamento del pagamento.

Da quanto si evince: “Sicuramente le notifiche sono partite almeno da sei mesi, ma come detto prima quello che ci preoccupa è proprio l’azione esecutiva, ci auspichiamo che vengano incentivati strumenti per dare respiro alle aziende che stanno ricevendo queste comunicazioni.”

Borgato conclude: “Tra questi strumenti compare l’aumento del numero di rate per quanto riguarda la rateizzazione ordinaria. Questo tipo di rateizzazione al momento attuale consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate, pensiamo potrebbe essere importante portarle a 120, come invece prevede il piano straordinario”.

Bisognerebbe infine intervenire anche sugli gli importi delle sanzioni e degli oneri a carico del debitore, che andrebbero ridotti, in quanto possono arrivare a quasi raddoppiare l’intero importo dovuto.