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Licenziamento, tutto quello che ti spetta dopo: sicuro di saperlo?

Cosa spetta ad un lavoratore dipendente se lascia il lavoro licenziandosi: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti.

Quando ti licenzi ti spettano diversi indennizzi: Tfr, Naspi, disoccupazione e altre indennità. Scopriamo nel dettaglio le cifre e come funzionano.

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Licenziamento, tutto quello che ti spetta dopo: Naspi e Tfr

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore nel 2022-2023, se ci si licenzia non si ha generalmente diritto ad avere l’indennità di disoccupazione Naspi che vale solo per perdita del lavoro involontario, quindi se si viene licenziati, a meno che non si lasci il lavoro per dimissioni di giusta causa, ma si deve comunque sempre avere il Tfr -Trattamento di fine rapporto- e altre indennità previste eventualmente da contratto. 

Se mi licenzio cosa mi spetta tra disoccupazione, naspi, tfr e altre indennità nel 2022-2023? Lasciare il lavoro è sempre una decisione importante che certamente dipende da diversi motivi ma da valutare bene considerando che quando si interrompe un rapporto di lavoro si rischia di rimanere senza reddito. Vediamo cosa spetta quando ci si licenzia. 

Quando ti licenzi cosa ti spetta davvero? Naspi, Tfr e altre indennità

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore nel 2022-2023, se ci si licenzia da lavoro non si ha in generale diritto ad avere l’indennità di disoccupazione Naspi. Il presupposto per avere l’indennità di disoccupazione è quello di rimanere involontariamente senza lavoro, cioè significa che per averla non ci si deve licenziare ma si deve essere licenziati e solo così e a condizione di soddisfare i requisiti richiesti dalla legge si può ricevere la Naspi per la disoccupazione.

L’unico caso in cui per legge è possibile avere la disoccupazione Naspi se ci si licenzia è quello in cui si lascia il lavoro con dimissioni per giusta causa. Il diritto alla Naspi si matura, infatti, quando si rimane senza occupazione involontariamente e se, al tempo stesso, si maturano 13 settimane di contributi negli ultimi 2 anni e si sono svolti almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno.

La Naspi per la disoccupazione può essere riconosciuta nei casi di dimissioni per giusta causa, cioè quando accade un evento che non permette la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro e che costringe il lavoratore a dimettersi. Ad esempio:

  • aver subito molestie sessuali nei luoghi di lavoro
  • mancato pagamento della retribuzione
  • modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative
  • mobbing, intendendosi per tale la lesione dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore, a causa di comportamenti vessatori da parte dei superiori gerarchici o dei colleghi

Cosa ti spetta quando ti licenzi dal posto di lavoro? Tutto quello che devi avere

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Quando ci si licenzia, indipendentemente dal motivo per cui si prende tale decisione, si ha sempre diritto a percepire il Tfr, Trattamento di fine rapporto, al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Il Tfr rappresenta una somma di denaro che annualmente il datore di lavoro mette da parte per ogni proprio lavoratore dipendente, che matura secondo le regole previste dalle leggi in vigore, e che deve essere liquidato a tutti i lavoratori nel momento in cui cessa quel determinato rapporto di lavoro.

Il Tfr spetta sempre a tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dalla durata del rapporto di lavoro che può essere stata di appena uno o due anni o 20 anni, e dal motivo per cui si lascia il lavoro, e quindi anche se ci si licenzia.

Insieme al Tfr al lavoratore che si licenzia spettano anche diverse indennità se previste da contratto di lavoro Ccnl di assunzione, a partire dell’indennità di preavviso. Quando un lavoratore dipendente decide di licenziarsi deve rispettare specifici termini di preavviso stabiliti dal proprio Ccnl, esattamente come il datore di lavoro quando licenzia un dipendente.

Se datore il lavoratore non rispetta i termini di preavviso previsti da Ccnl per licenziamento e dimissioni, deve corrispondere dal datore di lavoro una indennità pari all’importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso.