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Bancomat, tu non lo vedi ma alle tue spalle c’è il Fisco: attento a cosa fai

Ogni volta che si ritirano i soldi al bancomat si rischia di essere sotto l’occhio attento del Fisco, che a causa dell’alta evasione fiscale ha intensificato i controlli sugli stili di vita degli italiani e sui soldi che prelevano dal proprio conto.

Nel 2019 si stima che siano stati evasi oltre 203 miliardi di euro, oltre l’11% del PIL, e per contrastare questa pratica l’Agenzia delle Entrate ha cominciato a controllare le spese che ogni persona fa per vivere, così da individuare eventuali transazioni poco chiare.

attenti al fisco
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Cosa succede quando prelevi

Tra le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina, l’aumento dell’inflazione, il caro bollette e l’aumento del costo degli alimenti, gli italiani non sanno più come gestire il proprio stipendio per arrivare a fine mese senza il rischio di non avere niente da mangiare.

Le persone che vivono in povertà sono davvero tante in Italia e, per gestire al meglio le poche entrate ed uscite, capita che si vadano a ritirare i soldi al bancomat, ma con movimenti come questi si rischia di incorrere nei controlli del Fisco.

Sia per i conti bancari che per i conti postali c’è un limite da non superare quando si preleva e questa cifra può variare a seconda del proprio contratto. Alcune persone potranno ritirare non più di 150 euro mentre altre possono arrivare anche a 600 euro al giorno.

Quando scattano i controlli

Le persone che possiedono attività commerciali hanno delle regole un po’ diverse, infatti possono prelevare dal conto della società un massimo di 10 mila euro al mese anche se dilazionati in più giornate. Superare queste soglie insospettisce molto l’Agenzia delle Entrate, che provvederà immediatamente ad effettuare dei controlli, per evitare l’evasione fiscale, il riciclaggio ed altre attività illecite.

controlli del fisco - solofinanza.it
controlli del fisco – solofinanza.it

Il Fisco però potrebbe incuriosirsi anche quando i prelievi non vengono fatti,  infatti le verifiche possono scattare anche quando l’Agenzia delle Entrate usa il famoso “Risparmiometro”, un parametro utilizzato per capire come può vivere una persona senza utilizzare i propri soldi.

Se un soggetto effettua pagamenti con il POS e spende più del 20% delle proprie entrate può ritrovarsi a dover fornire molte spiegazioni al Fisco, per comprendere meglio la provenienza dei soldi “in più”.

Se non hai nulla da nascondere e non svolgi attività illecite non hai assolutamente nulla da temere, potrai serenamente continuare a prelevare contanti al bancomat. Ricorda però che il governo uscente ha stabilito un massimo di 2000 euro per i pagamenti in contanti, quindi attenzione a non superare questa soglia!