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Quali sono i salumi meno salati e più salutari? La risposta è sbalorditiva

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Generalmente i salumi sono ricchi di sale e per questo devono essere consumati con una certa moderazione. Vediamo quali sono quelli che ne contengono di meno

Resistere al sapore unico degli affettati è una pratica per animi forti. Di fronte ad un tagliere di salumi e formaggi è decisamente più semplice lasciarsi andare, anche perché soprattutto in Italia possiamo godere del top sotto questo punto di vista.

Razionalmente però bisognerebbe riflettere sulle loro proprietà alimentari visto che contengono diverse calorie ed elevate quantità di sale. Non proprio il massimo per chi magari sta seguendo un regime nutrizionale dietetico in vista dell’imminente prova costume.

Salumi: quanto sale hanno al loro interno le tipologie più appetibili

Ma a prescindere dai discorsi inerenti la linea, consumare troppo sale può portare a delle conseguenze spiacevoli per la salute. Ad esempio, favorisce l’ipertensione, ovvero la pressione sanguigna alta. Una condizione che comporta nel lungo periodo dei rischi cardiovascolari.

Anche i reni possono risentire dell’abuso di sale ed è consigliabile inoltre che le donne incinte non esagerino con i cibi salati. Per effetto di ciò è meglio centellinare i salumi o magari di prediligere quelli con meno sale al proprio interno. Il primo in assoluto è la bresaola che si ottiene dalla lavorazione della carne di manzo.

Grazie al processo di stagionatura ha una percentuale di sale piuttosto ridotta che va dallo 0,5% all’1%. A seguire troviamo il prosciutto cotto con una range compreso tra il 2% e il 3%. Essendo morbido è molto amato dai bambini che crescendo mantengono l’abitudine nel consumarlo.

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Il quantitativo di sale aumenta in altri salumi particolarmente diffusi come speck, mortadella e culatello. Le percentuali in questo caso sono tra il 2,5% e il 3%. Nonostante ciò vengono considerati ipocalorici, ma questo particolare deve invitare a far riflettere e a non esagerare. Salame e prosciutto crudo nell’accezione comune sono meno “pericolosi” perché ritenuti più leggeri. La realtà è che nessuno tra questi prodotti può essere catalogato come “nocivo” o eccessivamente salutare.

Basta semplicemente mangiarli con la giusta frequenza e a quel punto ci si può lasciare andare a questi piacevoli alimenti, a cui obbiettivamente non è semplice rinunciare. Un paio di volte alla settimana può essere il giusto compromesso tra il piacere e l’essere ligi al dovere e al rispetto del proprio corpo. Meglio cogliere le occasioni giuste come un bel tagliere durante un aperitivo e prediligere i prodotti di una certa qualità.