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Come saltare le lunghe file in ospedale: le soluzioni che solo in pochi conoscono

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Spesso i tempi di attesa per una visita specialistica o un esame diagnostico possono essere davvero lunghi. Tuttavia, esiste un modo per saltare le lunghe file in ospedale. Ecco alcune soluzioni che nessuno (o quasi) conosce!

Come molti sanno, le liste d’attesa in ospedale possono essere lunghe ed estenuanti. Del resto, nel sistema sanitario pubblico, spesso le risorse sono limitate, mentre l’insieme dei pazienti che necessitano di assistenza sanitaria è molto numeroso. Per cui, capita sovente, che non si riesca a garantire l’accesso immediato a tali prestazioni. Di norma, i cittadini sono inseriti in lista d’attesa in base a diversi parametri che vanno dall’urgenza del caso alla priorità clinica e, ovviamente, in base alla data in cui viene effettuata la richiesta della prestazione.

Tuttavia, quando le liste di attesa diventano un ostacolo per chi ha bisogno di sottoporsi ad una visita specialistica o ad un esame diagnostico, ci si potrebbe ritrovare a fare i conti con una situazione davvero avvilente.

Fortunatamente, esistono degli escamotage a disposizione dei pazienti attraverso i quali è possibile saltare la fila in ospedale. Vediamo quali sono le soluzioni che solo pochi conoscono.

Come saltare le lunghe file in ospedale? Le soluzioni possibili

Per chi non lo sapesse, nel nostro Paese, la legge riconosce al malato il diritto alle prestazioni mediche entro tempi certi. Nello specifico, stabilisce 30 giorni per le visite mediche specialistiche e 60 giorni per gli esami diagnostici.

Ciò nonostante, spesso questi termini vengono superati, mettendo i pazienti nella condizione di aspettare tempi lunghissimi con il rischio di peggiorare il loro stato di salute oppure, in alternativa, a rivolgersi a strutture private e, quindi, sostenere spese piuttosto elevate. Fortunatamente, anche se in pochi lo sanno, esiste una soluzione che permette ai pazienti di ricevere prestazioni mediche in intramoenia, ovvero, senza sostenere spese aggiuntive rispetto a quelle sostenute per il pagamento del ticket. Tale diritto, previsto dal decreto legislativo numero 124/1998 viene riconosciuto proprio nel caso in cui l’ospedale non riesca a garantire i tempi di attesa stabiliti per legge.

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Per usufruire di una prestazione in intramoenia è necessario inoltrare una specifica richiesta al direttore generale dell’Azienda Sanitaria di appartenenza. Basterà indicare la prestazione richiesta, la data entro cui la prestazione dovrebbe essere erogata per legge e specificare che si tratta di un urgenza, quindi, incompatibile con tempi di attesa troppo lunghi. Qualora, l’ospedale non dovesse essere in grado di garantire tale diritto, il paziente potrà rivolgersi presso strutture private e successivamente chiedere il rimborso all’Azienda Sanitaria.