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Assegno Unico, l’INPS scrive a tutti: ci sono novità eclatanti | Alcune totalmente inaspettate

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L’INPS ha dato il via alle rielaborazioni di tutte le competenze mensili AUU per i figli a carico riferite all’anno 2022 e all’anno 2023. C’è chi riceverà un aumento e chi, invece, dovrà restituire parte dei soldi. Ecco tutti i dettagli.

Con il messaggio n. 1947 del 26 maggio 2023, l’Istituto Previdenziale ha comunicato di aver avviato la rielaborazione di tutte le competenze mensili a partire dalla mensilità di marzo 2022. In altre parole, un ricalcolo degli importi spettanti ai nuclei familiari con figli a carico.

Un maxi conguaglio che vedrà coinvolte circa 900 mila famiglie, ovvero, quasi il 16 per cento della platea di beneficiari del trattamento. E questo spiegherebbe anche il ritardo dell’erogazione delle somme spettanti per il mese di maggio 2023.

Insomma, cambieranno gli importi della misura che, a partire da marzo 2022, ha inglobato in una sola agevolazione una serie di interventi a sostegno delle famiglie con figli. I conguagli effettuati, però, non sono tutti in positivo. Pertanto, mentre per molte famiglie potranno godere di un importo più corposo, altre dovranno restituire parte dei soldi.

Assegno Unico Universale: chi riceverà un aumento e chi dovrà restituire parte dei soldi

Attraverso il messaggio n. 1947 dello scorso 26 maggio 2023, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ha reso noto l’avvio del ricalcolo degli importi dovuti per l’Assegno Unico Universale per i figli a carico. I conguagli hanno riguardato tutti gli importi, anche quelli già liquidati nel corso del 2022, determinando compensazioni sia in positivo che in negativo. Questo significa che, in alcuni casi i calcoli hanno dato luogo a importi da erogare in favore del beneficiario del trattamento, i cosiddetti “conguagli a credito”, mentre, in altri casi, hanno scovato somme indebitamente erogate e che, dunque, saranno oggetto di recupero, i cosiddetti “conguagli a debito”.

Nello specifico, saranno poco più di 500 mila famiglie a ricevere un importo più corposo (mediamente 272 euro). Mentre, quasi 380 mila famiglie dovranno restituire le somme indebitamente percepite (circa 41 euro in media). Ma chi dovrà restituire parte dei soldi dell’Assegno Unico?

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Ebbene, a dover restituire all’INPS alcune somme dell’AUU per ogni figlio a carico sono le famiglie monogenitoriali. La causa è il tanto discusso “cavillo” normativo che da marzo a settembre 2022, ha consentito alle famiglie con un solo genitore di beneficiare della maggiorazione, riconosciuta all’articolo 4 comma 8 del decreto legislativo numero 230 del 2021, nei casi in cui “entrambi i genitori” fossero risultati titolari di redditi da lavoro. Tuttavia, non essendo specificati i requisiti nel modulo per la richiesta, molti nuclei monofamiliari hanno fatto richiesta della maggiorazione che gli è stata erogata. Dopo l’eclatante passo indietro dell’INPS con l’interruzione del beneficio, è giunto il momento della restituzione delle somme.