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Lavorare dopo la pensione si può: regole e limiti da rispettare | Non puoi sbagliare

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Molti contribuenti pensionati o per necessità o per trovare nuovi stimoli sentono la necessità di continuare a lavorare. Ma come possono farlo in maniera regolare? Ecco come agire

La pensione è un obiettivo che si insegue per tutto il corso della propria vita lavorativa, ma non tuti una volta raggiunta l’età pensionabile e aver maturato gli anni di contributi necessari vogliono lasciare il mondo del lavoro. Sono diverse le ragioni per cui le persone vogliono proseguire e alle volte sono dettate da una vera e propria necessità.

In linea di massima non ci sono paletti estremamente rigidi in merito alla possibilità di lavorare dopo la pensione. Al contempo però bisogna tenere a mente alcuni aspetti che potrebbero giocare un ruolo fondamentale in tal senso. Andiamo a scoprirli insieme così da fare chiarezza su questa situazione.

Lavorare dopo la pensione: tutto quello che c’è da sapere

Esistono infatti specifiche tipologie di trattamento previdenziale che escludono o limitano la possibilità di cumulo con redditi da lavoro come ad esempio l’APE Sociale o la Quota 103 fino alla maturazione dell’età pensionabile. Qualora invece un uomo vada in pensione a 65 anni con più di 42 anni e 10 mesi di contributi (per le donne è esattamente un anno in meno) ha maturato tutti i requisiti per il pensionamento anticipato e può anche lavorare in seguito.

Di fatto può cumulare il reddito da pensione con il reddito da lavoro senza dover sottostare a nessun genere di limitazione. Ma non è tutto. Può anche continuare a versare i contributi iscrivendosi alla gestione separata INPS e valorizzarli nel corso del tempo in modo tale da poter aumentare l’importo del proprio assegno pensionistico.

Ciò è possibile sfruttando uno specifico istituto che si chiama “supplemento di pensione” regolamentato dalla legge 155/1981 che consente di aumentare l’assegno percepito chiedendo di annettere anche i nuovi contributi verso ai fini del suo importo. Per potersene avvalere però devono passare almeno cinque anni dalla decorrenza della pensione, oppure dall’ultimo supplemento.

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Si può sfruttare questo beneficio anche decorso il periodo di due anni, ma ciò si può fare solo una volta. A quel punto poi devono trascorrere altri cinque anni per poter riformulare la richiesta. In sintesi se un soggetto è andato in pensione nel 2022 può chiedere il primo supplemento nel 2027. In alternativa può farlo nel 2024 avvalendosi dell’opzione una dei due anni prevista una tantum. Dunque, lavorare dopo la pensione è possibile in molti casi. Chiaramente si deve avere la voglia e la forza di farlo.