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Pensioni, dicono che il Bonus Meloni in realtà non esista: facciamo due conti

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E’ polemica in tema pensioni luglio 2023, la dicitura presente sui cedolini non convince gli italiani. Cerchiamo di fare chiarezza.

Le pensioni luglio 2023 sono al centro di diverse polemiche, il motivo sarebbe una dicitura presente sui cedolini. Come molti sanno, infatti, luglio per i pensionati è mese di Quattordicesima, la misura introdotta dall’articolo 5, commi da 1 a 4, decreto – legge 2 luglio 2007 n. 81, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2007, n. 127.

Anche conosciuta con il nome quattordicesima mensilità, l’erogazione non spetta a tutti ma viene riconosciuta, in base a quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) o dai contratti individuali, a chi ha un reddito fino a 14.657,24 euro lordi annui, ha almeno 64 anni di età.

Ebbene, a giudicare dai cedolini delle pensioni di luglio, l’erogazione aggiunta sarebbe stata denominata dall’INPS come “Aumento delle pensioni basse 2023”. In altre parole, sembra che il pagamento, che esiste dal 2007, derivi da un aumento, una sorta di bonus, introdotto dal Governo Meloni. A porre l’accento sulla questione, la denuncia attraverso una nota da parte della Spi Cgil. Di seguito tutti i dettagli.

Pensioni: dicono che il bonus Meloni in realtà non esista

In Italia, il tema pensioni è sempre molto caldo, ma questo mese siamo in una vera e propria bufera. I cedolini “sbagliati” per le pensioni di luglio 2023 sarebbero la causa scatenante. Sarebbero tantissimi i pensionati ad aver ricevuto un cedolino nel quale la quattordicesima figurava come un aumento introdotto dal nuovo Governo di centro destra. Una sorta di bonus Meloni, tanto per rendere l’idea!

In buona sostanza, la voce corrispondente alla quattordicesima mensilità, non era quella utilizzata di consueto, bensì riportava la dicitura “Aumento delle pensioni basse 2023”, lasciando intendere che si trattasse dell’incremento per le pensioni basse, previsto dalla manovra. Tuttavia, la Spi CGIL Nazionale, attraverso una nota diffusa proprio in queste ore, ha fatto notare il “disguido”. “Attenzione al cedolino delle pensioni di luglio. Dalla verifica di alcuni cedolini risulterebbe, infatti, che la quattordicesima è indicata sotto la voce “aumento pensioni basse 2023”. No, non è un aumento e non è dovuto a una scelta del Governo” ha affermato la CGIL che, ha poi spiegato: “La quattordicesima è frutto di una nostra conquista del 2007, poi estesa nel 2016. Davanti a quest’errore chiediamo un chiarimento immediato. I pensionati italiani hanno bisogno di sostegno concreto al loro reddito, non di bugie”.

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Secondo il sindacato, l’incongruenza si troverebbe in numerosi cedolini e attraverso la voce del segretario generale dei pensionati della CGIL, Ivan Pedretti denuncia: “Nulla di tutto ciò è vero, l’aumento previsto per le pensioni basse ammonta a poche decine di euro, cifra decisamente inferiore a quella della quattordicesima”. Insomma, una situazione spinosa per l’INPS e l’attuale Governo, dai quali ci si aspetta una spiegazione.