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Reddito di Cittadinanza: gli ultimi pagamenti di luglio poi tanti dovranno dirgli addio

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Per molti percettori di reddito di cittadinanza, luglio sarà l’ultimo mese utile per l’accredito. Ecco chi dovrà dire addio alla prestazione.

Proprio come previsto dalle modifiche introdotte dal governo Meloni, per alcune categorie di beneficiari di reddito di cittadinanza, l’accredito di luglio sarà l’ultimo. Dunque, cala il sipario sulla tanto discussa misura di sostegno economico, prevista a favore di chi non ha un’occupazione.

Archiviato il reddito di cittadinanza, a partire da settembre saranno attive due misure ad hoc: l’Assegno di inclusione e il Supporto per formazione e lavoro.

Ma chi dovrà effettivamente dire addio all’erogazione del sussidio? Chi invece lo conserverà fino a fine anno? Facciamo il punto della situazione.

Reddito di Cittadinanza: chi dovrà dire addio alla prestazione

In tema Reddito di Cittadinanza tutto sta cambiando. Fino a questo momento, infatti, la prestazione è stata erogata agli aventi diritto, sulla base di specifici requisiti, quali: la cittadinanza, il valore ISEE, il patrimonio immobiliare e finanziario ed il reddito familiare. Ma a luglio, saranno divere le categorie di beneficiari che si vedranno accreditare l’ultima ricarica sull’apposita card.

Come spiegato nella circolare INPS ed in linea con quanto indicato dal decreto lavoro varato lo scorso maggio, per i nuclei “occupabili” che hanno usufruito delle sette mensilità del RdC 2023 e non hanno soggetti minorenni, disabili o over 60 all’interno del nucleo familiare, luglio sarà l’ultimo mese utile per l’accredito. Ad ogni modo, il Governo ha indicato nuovi strumenti in favore dei soggetti occupabili che, da settembre, potranno beneficiare del Supporto per la formazione e il lavoro, una misura che prevede un importo da 350 euro mensili. Tale contributo, però, sarà corrisposto a patto che venga accettata dal beneficiario la partecipazione a percorsi di formazione, orientamento e qualificazione lavorativa.

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Un’altra parte di beneficiari, i cosiddetti nuclei non occupabili con minorenni, disabili, persone di almeno 60 anni di età anagrafica e con un ISEE fino a 9.360 euro all’anno, continueranno a ricevere la prestazione fino al 31 dicembre 2023, che da gennaio 2024 sarà sostituita dall’Assegno di Inclusione. Proprio come spiegato sul portale del Ministero del Lavoro, questa nuova misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, sarà attribuita a partire dal primo gennaio 2024. In questo caso, l’importo è fino a 6 mila euro l’anno, 500 euro al mese più un contributo affitto di 3.360 euro annuali, ovvero, 280 euro al mese. Gli importi salgono in caso di nuclei costituiti da tutte persone almeno 67enni o disabili gravi.