Home » Trattamento di Fine Rapporto, come verificare l’importo e non avere brutte sorprese

Trattamento di Fine Rapporto, come verificare l’importo e non avere brutte sorprese

calcolo tfr
solofinanza.it

Il TFR è la somma che spetta alla conclusione di un rapporto di lavoro. Ma come verificare se l’importo è corretto? Ecco cosa fare per evitare brutte sorprese.

Il Trattamento di Fine Rapporto, meglio conosciuto con l’acronimo TFR, consiste nella prestazione economica che spetta al lavoratore subordinato al momento della cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla motivazione (licenziamento, dimissioni o raggiungimento dell’età pensionabile).

Salvo diversa previsione dei contratti collettivi, il Trattamento di Fine Rapporto si calcola sommando per ogni anno di lavoro una quota pari all’importo della retribuzione, dovuta per l’anno stesso, divisa per il coefficiente 13,5. L’importo accumulato nel tempo, viene poi rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo.

Per farla semplice, la liquidazione ammonta a circa uno stipendio aggiuntivo all’anno che viene accantonato mensilmente dall’azienda. Il calcolo funziona nello stesso modo per i dipendenti pubblici e privati, ma come fare per verificare l’esattezza del Trattamento di Fine Rapporto maturato fino a quel momento ed evitare brutte sorprese?

TFR: come verificare l’importo

I dipendenti pubblici possono verificare l’ammontare del proprio Trattamento di Fine Rapporto direttamente sul sito dell’INPS. Basta semplicemente accedere al sito dell’ente, cliccare su “Prestazioni e servizi”, digitare su “Fascicolo previdenziale del cittadino”, autenticandosi con SPI, CIE o CNS. Per i lavoratori del settore privato, il TFR può essere verificato controllando la parte bassa della busta paga.

Le informazioni relative al TFR sono obbligatorie, dunque, per legge devono essere riportate dal datore di lavoro all’interno della busta paga. In particolare, è possibile verificare:
• la retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR (o imponibile TFR);
• il TFR maturato nel mese a cui fa riferimento il cedolino;
• la quota di TFR maturata nell’anno, ovvero, dal primo gennaio dell’anno in corso alla fine del mese cui la busta paga si riferisce;
• il fondo TFR accumulato fino al 31 dicembre dell’anno precedente.

tfr
solofinanza.it

Queste informazioni possono essere organizzate in maniera diversa all’interno della busta paga, a seconda del datore di lavoro, ma come abbiamo appena detto, sono obbligatorie, dunque, devono essere consultabili in ogni busta paga. Un’altra voce che è possibile trovare in merito al Trattamento di Fine Rapporto, vista la possibilità di poter richiedere l’anticipo del TFR in alcune specifiche circostanze, è “Anticipi”. Un’altra strada per apprendere importanti informazioni sul TFR è consultare la Certificazione Unica. Nello specifico, ai punti dall’801 all’803 è possibile conoscere il totale del TFR maturato al netto della relativa imposta sulla rivalutazione.