I 4 fattori che influenzeranno la quotazione dell’oro nei prossimi mesi

Di , scritto il 09 Ottobre 2017

quotazione dell'oroQuesto articolo è pubblicato in collaborazione con il sito finanziario www.iltradingperte.com. L’articolo espone ed analizza quali sono i 4 fattori chiave che influenzeranno la quotazione dell’oro per la fine del 2017 e per tutto il 2018.

Per gran parte del 2017 il prezzo dell’oro è aumentato, arrivando a toccare vertici che non si vedevano da un po’. Infatti, a inizio 2017 l’oro quotava circa $1,150 l’oncia; mentre i primi di Settembre l’oro ha toccato il suo massimo relativo di $1,350 l’oncia.

Da lì in poi, però, l’oro ha iniziato una forte correzione ribassista. Questa correzione continuerà oppure no? Lo scopo di questo articolo, premettiamo, non è quello di suggerire la direzione futura dell’oro per i prossimi mesi. L’obiettivo è invece analizzare quali sono i 4 fattori chiave che determineranno la quotazione dell’oro nei prossimi mesi. Iniziamo.

  • Il comportamento delle banche centrali dei paesi avanzati

In questo 2017 tutte le banche centrali dei paesi più avanzati del mondo stanno attuando politiche monetarie restrittive; oppure si apprestano ad attuare politiche monetarie restrittive. Esse stanno cioè aumentando i tassi d’interesse, visto che per molti di questi paesi gli effetti terribili post-crisi globale sono ormai superati.

Mi riferisco a USA, Canada, Australia, e anche Gran Bretagna. L’unico punto interrogativo rimane la BCE, visto che non è ancora chiaro se e come Mario Draghi porterà a conclusione il QE e soprattutto non è chiaro quando vorrà iniziare il discorso di aumento dei tassi. Aumento che sembra ad oggi molto lontano.

Ecco, le mosse dei banchieri centrali citati potrebbero avere effetti misti sull’oro. Questo perché l’oro è correlato in modo diverso con diverse valute. Per esempio, una Yellen che accelerasse ancor di più ad aumentare i tassi farebbe rafforzare il dollaro. E visto che dollaro e oro sono inversamente correlati, ciò farebbe appunto calare l’oro.

Viceversa, se la Reserve Bank of Australia dovesse aumentate i tassi nel prossimo futuro, il dollaro australiano si rafforzerebbe. E stavolta l’oro si rafforzerebbe pure, perché il dollaro australiano e l’oro sono direttamente correlati.

Insomma, le mosse delle banche centrali dei paesi sviluppati influenzeranno molto la quotazione dell’oro nei prossimi mesi.

  • Trump e la questione Russiagate

I rumors sul fatto che il presidente degli Stati Uniti potesse finire sotto impeachment per la questione Russiagate rappresentano uno dei principali motivi per cui l’oro è cresciuto tanto nella prima parte del 2017.

E’ chiaro quindi che nell’eventualità di un Trump messo davvero sotto impeachment, l’oro schizzerebbe al rialzo. Va detto che questa evenienza, ad oggi, sembra molto improbabile. Ed infatti l’oro sta ritracciando anche per questo.

Infatti ricordiamo che l’oro è il bene rifugio per eccellenza. E quindi se qualche novità negativa scuote gli equilibri mondiali, l’oro si apprezza. Viceversa, se ci sono notizie positive per i mercati globali, l’oro di norma si indebolisce.

  • La Brexit

Negli ultimi mesi l’oro si è dimostrato molto sensibile al tema della Brexit. Non poteva essere altrimenti, visto che è normale che il bene rifugio per eccellenza sia sensibile a uno dei fatti economici e politici più inaspettati di sempre.

Digerito ormai il verdetto, ora l’oro è influenzato dalle trattative tra la May e Juncker per l’uscita effettiva della Gran Bretagna dall’UE. Trattative che proseguono con alti e bassi, visto che un giorno sì e l’altro pure la May e Juncker sembrano litigare su accordi e clausole per rendere effettiva l’uscita.

Alla fine se ci fosse la cosiddetta “hard Brexit”, ovvero l’uscita con condizioni dure per l’UK (e anche per l’UE), l’oro si rafforzerebbe. Un’uscita più soft potrebbe in un certo modo tranquillizzare gli operatori.

  • La Corea Del Nord

Infine, il fattore potenzialmente più importante di tutti: la questione Corea Del Nord. Al momento il tutto è in una situazione di stallo. Nessuno sa come andrà a finire.

Semplicemente, se il problema sarà risolto con un conflitto militare, sicuramente l’oro si rafforzerà. Ma anche una risoluzione non militare ma che comunque porti a forti tensioni potrebbe influenzare l’oro al rialzo. Insomma, la questione nordcoreana continua a rappresentare una potenziale spinta rialzista per l’oro.

Conclusione: nota come il terrorismo sia ormai scontato sui mercati globali

In conclusione, è triste notare come il terrorismo in Europa e nel mondo non influenzi più in alcun modo l’andamento dell’oro e in generale dei mercati globali. E’ come se il mondo occidentale si fosse “abituato” a convivere con il problema. E anche i mercati si sono abituati.

La prova di questa considerazione sta nel fatto che gli attentati in Europa degli ultimi 2 anni non hanno in alcun modo influenzato l’andamento dell’oro. E quindi il terrorismo è di fatto scontato nei prezzi dei mercati globali.



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