Private banking: le tendenze nel 2014

Di , scritto il 01 Luglio 2014

Private-BankingQuando si parla di private banking, si parla della gestione di grandi patrimoni privati. Un settore di servizi bancari e finanziari nel quale le strategie possono cambiare anche di molto con il mutare delle condizioni della congiuntura economica. Siamo in un periodo in cui non assistiamo a grandi tempeste sui mercati azionari e in cui il costo del denaro è quasi azzerato. Se fino a qualche mese fa almeno la metà dei portafogli private erano impiegati in investimenti obbligazionari e in liquidità, mentre circa il 33% era diretto al risparmio gestito e la componente azionaria era di poco superiore al 10%, oggi la tendenza è a un relativo abbandono del reddito fisso e a maggiori aperture verso gli investimenti azionari. Ora mediamente si supera la soglia del 10% di investimenti in azioni, anche se sempre con una certa cautela.

Le azioni preferite sono quelle europee e statunitensi, dove l’economia sta dando segni di ripresa e consolidamento. Per quanto riguarda il settore obbligazionario, invece, la preferenza che in passato andava ai titoli di stato, mentre ora si volge piuttosto su corporate bond e sulle obbligazioni high yield, ma di durata non superiore ai 3-4 anni.

La grande crisi degli ultimi anni ha però spiccatamente mutato l’atteggiamento del tipico cliente di private banking: la protezione, ovvero il controllo del rischio è decisamente più importante delle prestazioni degli investimenti, mentre in passato poteva anche essere il contrario. Si scelgono perciò strumenti flessibili quel tanto che basta per mantenere stabile il portafoglio. La gestione patrimoniale in questo senso è tornato a essere il metodo preferito, poiché consente al cliente di scegliere il livello di delega da dare alla banca e il livello di protezione del capitale che preferisce. La gestione patrimoniale è da sempre l’approccio migliore per raggiungere obiettivi su un lungo periodo.

Alla gestione patrimoniale è spesso affiancata la sottoscrizione di fondi riguardanti settori a cui il cliente è particolarmente interessato. I più apprezzati sono i fondi UCITS, ovvero quelli armonizzati ai dettami europei. Gli UCITS sono caratterizzati da normative che li esentano da alcuni rischi tristemente comparsi negli anni della crisi e fanno uso di strategie hedge particolarmente efficaci nelle fasi di estrema volatilità.


1 commento su “Private banking: le tendenze nel 2014”
  1. […] qualche giorno fa delle tendenze del private banking nel 2014 e di come le scelte dei grandi investitori privati siano sempre più dettate dall’attenzione […]


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