Titoli di stato italiani più affidabili dopo l’accordo sullo scudo antispread

Di , scritto il 02 Luglio 2012

Dopo il vertice UE conclusosi venerdì scorso e l’accordo sul meccanismo antispread che fungerà da calmiere, oggi le Borse europee sono ancora in territorio positivo e il differenziale tra titoli di stato italiani e Bund tedeschi sta scendendo, mentre quello spagnolo è in lieve aumento. Ma la giornata borsistica non è ancora finita e gli effetti dell’accordo non saranno infiniti: molto dipende da come saranno implementate le nuove regole nel corso del vertice europeo della prossima settimana. In ogni caso, finalmente la politica ha dato quei segnali che i mercati attendevano da tempo.

Dopo l’accordo UE, è meglio lasciare il denaro sui conti bancari oppure lanciarsi sui titoli di stato italiani? Questi ultimi al momento sono i più consigliabili tra quelli europei perché da un lato danno rendimenti eccezionalmente alti e dall’altro sono emessi da un paese a basso rischio di default – a differenza di quelli spagnoli, tanto per fare un esempio. I titoli di stato su cui puntare sono quelli a tassi fissi, perché percentuali di interesse così alte probabilmente in futuro non si troveranno più. Meglio optare per le scadenze brevi (2-3 anni) per le quali, in caso di vendita l’escursione di prezzo è inferiore rispetto ai titoli quinquennali o decennali. Le scadenze lunghe sono più adatte per chi vuole speculare, mentre le scadenze lunghissime (30 anni) rendono bene e si comprano a prezzi molto bassi (83,50 invece di 100), ma ovviamente non tutti possono permettersele. Oltre a BOT, BTP e BTP Italia, sono da tenere in considerazione anche i CCT, sempre tenendo presente che fanno guadagnare più sul prezzo di acquisto che non sulle cedole.



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