MOT ed ExtraMOT: quali sono le differenze

Di , scritto il 02 Settembre 2013

Piazza AffariNella Borsa Italiana esistono due mercati per la negoziazione elettronica delle obbligazioni bancarie e corporate e titoli governativi sia italiani che esteri: si chiamano MOT ed ExtraMOT. Vediamone le principali caratteristiche:

Il MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) è un comparto di mercato della Borsa che, come dice il suo nome, è interamente automatizzato ed elettronico. Si tratta di un mercato regolamentato, ovvero caratterizzato da una severa normativa riguardo agli strumenti compravenduti, i requisiti per la loro quotazione, gli obblighi informativi verso i clienti, il tipo di operatori ammessi, i meccanismi di definizione dei prezzi, le modalità di negoziazione e liquidazione degli scambi.

Al suo interno si distinguono due segmenti:
* DomesticMot, riservato alle obbligazioni emesse in Italia (a sua volta suddiviso in due classi: titoli di Stato e altri titoli di debito)
* EuroMot – per le obbligazioni estere, come eurobond, ABS (asset backed securities), obbligazioni di emittenti stranieri e altri titoli di debito)

L’introduzione del MOT nel 1994 ha portato innumerevoli vantaggi per gli operatori: si tratta infatti dell’unico mercato regolamentato nel nostro paese, con meccanismi tecnici e informativi trasparenti, continuo monitoraggio, possibilità di effettuare transazioni con rapidità ed efficienza. In esso, sia gli investitori retail che operano mediante la propria banca, sia i trader professionisti possono inserire le loro proposte di acquisto o di vendita

ExtraMOT è invece il nome di un sistema multilaterale di negoziazione di obbligazioni corporate
emesse da aziende italiane e straniere già quotate su altri mercati regolamentati dell’UE. Esiste dal 2009 ed è anch’esso garanzia di trasparenza ed efficienza nel meccanismo di formazione dei prezzi – quella che non si trova invece sui mercati Over The Counter (ovvero, non regolamentati). Sono ammesse alla negoziazione nell’ExtraMOT obbligazioni e altri titoli di debito già ammessi da un altro mercato regolamentato europeo, ma anche titoli di Stato di Paesi UE diversi dall’Italia, oppure appartenenti all’OCSE (ma con un alto rating, precisamente investment grade) e bond di organismi internazionali nei quali operano anche dei paesi europei.

Sia per quanto riguarda il MOT che l’ExtraMOT, le quotazioni dei titoli scambiati sono espressi in termini percentuali in rapporto al valore nominale dell’obbligazione, fissato a 100. Se il prezzo è uguale al valore nominale, si dice che esso è alla pari, se inferiore a 100 è sotto la pari, se superiore a 100, esso è sopra la pari.

Un’ultima distinzione importanti circa i prezzi dei bond è che essi possono essere a corso secco oppure tel quel. Nel primo caso, il loro prezzo esprime soltanto il valore dell’obbligazione rispetto al suo valore nominale e non include gli interessi maturati nel frattempo. Nel secondo caso, il prezzo del titolo sul mercato secondario include la stima del valore della cedola che sta maturando. Vengono trattati a corso secco i titoli più semplici (ad esempio quelli a tasso fisso e a tasso variabile), mentre sono “tel quel” i prezzi delle obbligazioni strutturate, la cui remunerazione è legata alla performance di azioni azioni, indici o valute.


3 commenti su “MOT ed ExtraMOT: quali sono le differenze”
  1. […] derivati creditizi vengono negoziati sul (mercato OTC) e hanno tagli minimi molto elevati, perciò non sono adatti agli investitori retail. Tra i […]

  2. […] BTP e altri titoli già in circolazione. Questo mercato è gestito da Borsa Italiana SpA, si chiama MOT (Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato) e su esso i risparmiatori possono […]


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