Susan Davis – Emotional Agility

Di , scritto il 02 Dicembre 2019
Susan Davis Emotional Agility
Courtesy of Wobi

Susan Davis, psicologa e docente della Harvard Medical School, presenta nella prima giornata di Superminds 2019 il suo best seller Emotional Agility: il suo approccio, inedito, che mescola psicologia e business, alla ricerca della propria crescita personale, anche al lavoro.

Nel libro, in sostanza, descrive quella che secondo lei è la competenza psicologica cruciale per prosperare in periodi di complessità e di cambiamento.

Agility vs Rigidity

Questo è il primissimo concetto che affronta qui a WOBI, lo fa con un esempio e ricorda la sua reazione composta e senza lacrime alla morte del padre.

Nei momenti di complessità e difficoltà, dice, il peggior nemico è la rigidità. 

Per attraversare o affrontare un cambiamento serve agilità, agilità nelle emozioni soprattutto, intesa come capacità di restare elastici, di reagire senza provare rifiuto o vergogna nei confronti di sé stessi e di quello che si prova.

Le emozioni, in fondo, sono elementi sottili intriseci nel nostro sistema nervoso, cresciuti a braccetto con la nostra specie, che hanno contribuito alla nostra evoluzione.

L’emozione è ciò che si frappone tra uno stimolo e una risposta e, ogni volta, ha la potenzialità di generare crescita, vita e miglioramento.

Accettazione radicale delle proprie emozioni

La Davis non smette mai di ripetere il concetto durante tutto l’intervento: insiste sull’argomento e ammette che la risposta allo stimolo (difficile) deve essere coraggiosa anche se è disagevole e anche se le sue dirette conseguenze fanno cadere nel discomfort.

Il segreto è non giudicarsi mai, smettere di pensare a come ci si sarebbe dovuti sentire, ma accettare quello che è successo, ciò che si è provato. Semplicemente. 

La chiave per la sostenibilità del cambiamento, la regola aurea per sopravvivere è proprio la cieca e radicale accettazione delle proprie preziose emozioni personali, né belle né brutte. La sicurezza psicologica parte dalla libertà di sentirsi sé stessi e dall’apertura nei confronti di ciò che si prova.

E continua la Davis, self-compassion significa accettare i propri errori. Solo così si genera una sferzata di energia che batte la paura e la sensazione di debolezza.

Accettare per progredire però, non per perdonarsi e fossilizzarsi.

Emozione come strada e segnale

Accettare le proprie emozioni significa anche imparare a conoscerle, ad individuarle vedendole finalmente per quello che sono: segnali. Segnali che ci dicono a cosa teniamo e che ci informano di cosa è importante per noi. 

Ci sorprenderà renderci conto che qualcosa che crediamo che per noi non sia così importante, in realtà, conti eccome!

Lo stesso approccio vale nei confronti degli altri: cogliere e individuare le emozioni che compaiono negli occhi o nelle espressioni degli altri, ci dà molte informazioni su cosa conti per loro oppure no. 

La regola dell’agilità emozionale

La Davis la descrive in 5 punti successivi:

1. Show Up: ovvero prendere atto dell’emozione, avvertirla, ascoltarla, provarla insomma.

2. Step out: ovvero guardarla da fuori, catalogarla, comprenderla

3. Walk Your Why: ovvero metterla in relazione con quanto è accaduto, con quello che l’ha generata per spiegarsela, per contestualizzarla

4. Move on: ovvero reagisci, attua il responso che credi

5. Thriving: ovvero valuta come hai reagito, come ti sei comportato. Quella risposta ti ha condotto ad avvicinarti alla versione di te che punti a diventare? Sì, sei sulla strada giusta. No? Cambia direzione, agilmente.

Compassionevoli verso noi stessi e pieni di coraggio.



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