Valute: qual è la differenza tra ‘denaro’ e ‘lettera’?

Di , scritto il 04 Ottobre 2013

ValuteQuando si parla di investimenti in valute è importante tenere presente il fatto che il tasso di cambio non è sempre espresso in un unico prezzo, bensì in due. Il primo di questi è detto denaro o corso denaro o bid e indica il prezzo a cui un operatore è disposto ad acquistare la valuta. Il secondo è detto lettera o corso lettera o ask – e indica il prezzo a cui è disposto a vendere la valuta. Queste due variazioni variano continuamente, in base alle condizioni del mercato valutario e sono espresse con una formula del tipo lettera/denaro: per esempio, se una banca dichiara come quotazione spot dell’euro in termini di dollari 1,4240/1,4244 significa che è disposta in quel momento a comprare euro al cambio di 1,4240 dollari per euro e a venderli al cambio di 1,4244 dollari.

Anche in campo valutario si parla di spread, intendendo con questo termine la differenza che c’è tra denaro e lettera. Lo spread è importante, perché è ciò che assicura liquidità al mercato. Come negli altri ambiti finanziari, lo spread si allarga quando il mercato è caratterizzato da nervosismi e incertezze riguardo a una particolare valuta, le cui quotazioni assumono oscillazioni improvvise e ampie.

Riassumendo, possiamo dunque dire che “denaro” significa acquisto, mentre “lettera” significa vendita. Lo spread denaro-lettera (o bid-ask spread) è la variazione espressa in termini percentuali della differenza tra le offerte in vendita e le offerte in acquisto. O, per dirla con termini diversi, è la differenza tra la migliore proposta in vendita e la migliore proposta in acquisto in un determinato momento di Borsa. Maggiore è la liquidità del prodotto finanziario e minore sarà lo spread.


3 commenti su “Valute: qual è la differenza tra ‘denaro’ e ‘lettera’?”
  1. […] Con lo stock split (frazionamento di azioni) una società mira ad aumentare il numero di azioni circolanti sul mercato dividendo le azioni esistenti in pezzi più piccoli. Ciò non significa che il valore della società cambi: rimane lo stesso, semplicemente viene ripartito in maniera diversa. Alla fine del processo di raggruppamento gli investitori ricevono un numero di azioni maggiore rispetto a quello iniziale. Ogni volta che viene svolta un’operazione di questo genere occorre definire il “rapporto”, ovvero la proporzione con cui si esegue il raggruppamento. Ad esempio, se si sceglie un rapporto 2:1 gli azionisti ricevono 2 azioni per ciascuna di quelle che possedevano con prezzo dimezzato. I frazionamenti più tipici vengono fatti con dei rapporti di 2:1 o 3:1. Quando a una società conviene effettuare lo stock split? Quando il valore delle azioni è salito cosi tanto che l’acquisto o la vendita di un singolo titolo non è più alla portata di tutte le tasche e si rischia di escludere molti potenziali investitori. Il frazionamento rende dunque più accessibile l’investimento e in alcuni casi ne favorisce anche la liquidità restringendo lo spread denaro-lettera. […]

  2. […] strumenti scambiati sui mercati finanziari, la loro liquidità è inversamente proporzionale allo spread denaro/lettera. Tuttavia, nell’uso più comune il termine liquidità indica la quantità degli scambi di un […]


Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2019, P.IVA 01264890052
SoloFinanza.it – Guida agli investimenti finanziari supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009