Come sta cambiando il Private Banking in Italia

Di , scritto il 06 Luglio 2011

Per private banking si intendono quei servizi bancari e finanziari destinati a patrimoni privati con grandi disponibilità economiche (di solito, almeno 500 milioni di euro). I suoi principi cardine sono tre:
* Diversificazione degli investimenti;
* Strategia studiata su un orizzonte temporale medio-lungo o lungo;
* Pianificazione per il momento del “decumulo” del patrimonio (per esempio, sotto forma di vitalizio oppure mediante passaggio ai familiari).

Il private banking è nato nei paesi anglosassoni e col tempo è arrivato anche in Italia, dove ha mantenuto qualche caratteristica locale. Gli investitori italiani sono poco propensi al rischio e tendono a investire in titoli a reddito fisso, oppure nel settore immobiliare, trascurando il mercato azionario o quello degli investimenti alternativi. Di fatto, questa voglia di sicurezza non è negativa in termini assoluti, tant’è vero che ha limitato grandemente i danni durante il periodo più buio della crisi (si pensi che, nel 2008 le perdite in Italia sono state del 6% rispetto al 14% e più degli USA).

La crisi economica ha mutato profondamente il rapporto tra private banker e cliente. E’ finita l’era della delega in bianco che lasciava al gestore piena libertà. Oggi, l’italiano che investe cospicui patrimoni, non solo ha un approccio ancora più prudente che in passato, ma chiede più trasparenza e informazioni tempestive. Insomma, l’approccio del cliente nostrano sta diventando più maturo e cosciente della sempre minore prevedibilità del mercato.

Al momento in Italia ci sono circa 600.000 clienti di private banking. La protezione dei patrimoni personali al giorno d’oggi è una strada difficile. E forse è ancora più ardua la sfida di riuscire a far crescere di questo mercato, che pure avrebbe altri 300.000 potenziali utenti. La crescita c’è (+ 6,8% nel 2010 rispetto all’anno precedente), ma non è sufficiente. Soprattutto se si pensa a quale importanza rivestono i patrimoni privati come sostegno dello sviluppo economico. La solidità dell’Italia è dovuta anche alla ricchezza “private” che controbilancia il peso del debito pubblico nella valutazione della sostenibilità finanziaria nazionale. Si tratta inoltre di una ricchezza che svolge una funzione stabilizzatrice per il sistema del credito, garantendo flussi di liquidità che vanno diminuinire il bisogno di patrimonializzazione richiesto dagli accordi di Basilea 3.

2 commenti su “Come sta cambiando il Private Banking in Italia”
  1. Riflessioni intelligenti. Ciò non toglie che il private banking molte volte non sia esattamente quell’opportunità di raggiungere la libertà finanziaria che spesso ci viene prospettata..!


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