Italia – Spagna, è sorpasso?

Di , scritto il 07 Gennaio 2008

Italia SpagnaSecondo l’Eurostat la Spagna ha superato l’Italia, almeno per quanto riguarda la misura del Pil pro capite. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, invece, non è esattamente così: anzi, il divario tra Italia e Spagna sarebbe ancora elevato.Questione di calcoli, si dirà. Ciò che è certo è che mentre l’indice Eurostat dell’Italia è fermo a 103, quello spagnolo avanza a 105. A correggere l’euforia iberica giunge tuttavia la nuova pubblicazione del FMI, che stima il Pil pro capite spagnolo in 27.767 dollari e quello italiano in 31.791 dollari.Una differenza non proprio minima: per il FMI il Pil pro capite italiano è ancora maggiore del 14% rispetto a quello spagnolo. Ma la domanda è: italiani e spagnoli, chi sta meglio?


9 commenti su “Italia – Spagna, è sorpasso?”
  1. gio ha detto:

    Nel suo secondo mandato da premier, José Luis Rodriguez Zapatero si troverà a dover gestire una crisi economica di ampia e profonda portata, mai sperimentata dalla Spagna in epoca moderna, e riconducibile all’implosione del mercato immobiliare, il fattore che negli ultimi anni è stato alla base dell’accumulo di crescenti squilibri macroeconomici del paese iberico. Il primo è più importante dei quali è l’imponente deficit delle partite correnti, che ha ormai raggiunto il 10 per cento del prodotto interno lordo. Analizziamo il quadro macro attuale.

    La Spagna ha vissuto, negli ultimi mesi, un rilevante aumento della disoccupazione, passata da poco più di 1,9 milioni a giugno 2007 a 2,5 milioni di febbraio 2008*. Ma mentre pil ed occupazione frenavano, l’inflazione ha continuato ad aumentare, eguagliando a febbraio il tasso tendenziale di gennaio, al 4,4 per cento. Non sorprende quindi che da tale mix di cattive notizie la fiducia dei consumatori abbia subìto duri colpi, posizionandosi ai minimi europei in compagnia della solita Italia e dell’altra economia oggi guidata prevalentemente dalle costruzioni, l’Irlanda. Come noto, la fiducia dei consumatori non si trasforma necessariamente in correlativo andamento delle vendite al dettaglio, ma per la Spagna la regola è stata rispettata: a gennaio è stato toccato il nuovo minimo di una conclamata tendenza ribassista della spesa dei consumatori, a meno 2,4 per cento annuale. Anche il settore manifatturiero e quello dei servizi si trovano in evidente recessione, come mostrato dagli ultimi dati di produzione industriale e dalle indagini condotte presso i direttori acquisti.

    Ma il fulcro della crisi, come detto, risiede nel settore delle costruzioni, che da solo ha finito col pesare per circa il 18 per cento del pil spagnolo, contro circa il 10 per cento in Germania e Francia. Gli ultimi dati spagnoli segnalano a marzo uno stock d’invenduto di 500.000 unità immobiliari, pari ad un anno di produzione al vecchio (ed ormai ineguagliabile) passo delle vendite, mentre crollano nuove licenze edilizie e mutui ipotecari, sia in numero che in valore. E veniamo allo stress finanziario. Oggi la Spagna necessita di afflussi di capitale di circa 9 miliardi di euro mensili per finanziare l’enorme deficit commerciale del paese. In un regime di valute nazionali più o meno liberamente fluttuanti, un simile sbilancio di commercio estero si risolverebbe con un forte deprezzamento del cambio. Ma la Spagna non ha una valuta propria, ovviamente. La domanda a questo punto è la seguente: è possibile una crisi bancaria intra-sistemica all’Area Euro per correggere questo squilibrio? Vi sono segnali inquietanti: ogni settimana, all’asta di liquidità della Bce, le banche spagnole raccolgono circa 48 miliardi di euro di finanziamento, importo raddoppiato dalla scorsa estate. Facciamo un passo indietro: dal 2002 alla metà circa del 2007 l’inflazione spagnola è rimasta superiore al tasso-chiave della Banca Centrale Europea ed al tasso euribor a 1 anno. Tassi reali negativi, quindi, che hanno esercitato un potente stimolo su consumi e costruzioni, ed hanno contribuito al forte peggioramento della bilancia commerciale spagnola.

    Come detto sopra, un deficit di bilancia commerciale deve essere compensato da afflussi di capitali. Sfortunatamente, gli acquisti netti esteri di titoli obbligazionari spagnoli si sono trasformati, da fine 2007, in vendite nette. Di che titoli si tratta? In larga maggioranza di cedulas hipotecarias, obbligazioni garantite da mutui emesse in quantità industriali dalle banche spagnole, soprattutto le cajas regionales. Tali obbligazioni hanno finora goduto del massimo merito di credito, venendo assimilate ai titoli del Tesoro spagnolo. Circostanza che ha permesso al sistema bancario di raccogliere fondi a costi molto contenuti, e di beneficiare i mutuatari con spread piuttosto ridotti sull’euribor. La crisi creditizia e di solvibilità indotta dalla crisi dei subprime si è rapidamente estesa a tutte le obbligazioni ipotecarie, incluse le cedulas. Fine dei giochi. La liquidità del sistema è evaporata, le banche sono state costrette a ricorrere alle aste della Bce per finanziare i propri attivi patrimoniali e, a livello macro, il deficit commerciale. Ma non è tutto: negli ultimi anni un numero crescente di mutui sono stati stipulati a scadenze cinquantennali, mentre le cedulas hanno durate oscillanti tra i 20 ed i 30 anni. Ciò significa che, quando queste ultime giungeranno a scadenza e dovranno essere rifinanziate, gran parte dei mutui concessi saranno ancora in essere. E’ l’irruzione del premio al rischio nel nirvana degli utili eterni.

    Come se ne esce? Un paese con una propria divisa può correggere lo squilibrio delle partite correnti attraverso un mix di svalutazione del cambio e stretta creditizia, per rilanciare l’export e ridurre l’import. La Spagna non può ricorrere alla leva del cambio ed una stretta al credito interno, per correggere un deficit commerciale di tali dimensioni, deve essere di un ordine di magnitudine molto doloroso per l’economia reale. Quali leve utilizzare per riequilibrare questo grave sbilancio evitando un crash dell’economia spagnola resta ad oggi un mistero, né è stato oggetto di dibattito durante la campagna elettorale. Di certo, un pacchetto di stimolo fiscale non appare misura appropriata a sanare un deficit commerciale come quello spagnolo. Mentre nel nostro paese si discetta amabilmente su quale dei nostri contrassegni elettorali (altrimenti definiti partiti) sia l’erede autentico di Zapatero, noi facciamo gli auguri al rieletto premier. Con questo problema sulla testa ne avrà davvero bisogno.

  2. giorgia ha detto:

    Mah, veramente, caro Riccardo (…difensore d’ufficio di Bepperone?), non si è proprio capito il tuo intervento.Perchè sarei una “povera idiota”? Sarei io l’essere per il quale avere pietà? E perchè dovrei andare dallo psichiatra? Forse dovresti imparare ad esprimerti meglio, con più chiarezza e con un minimo di elaborazione dei pensieri e delle frasi. Avrei comunque preferito un intervento diretto di Bepperone. Cari saluti.

  3. Riccardo Brenna ha detto:

    Giorgia sei veramente una povera idiota!.Tutti gli italiani dovremmo avere pietà per un essere simile!. Vai dallo psichiatra cara. Allora non preoccuparti perchè tutto andrà bene. E’ un problema che affligge numerosi italiani, spesso!

  4. giorgia ha detto:

    Caro Bepperone, è ora che tu esca allo scoperto: tu NON sei spagnolo. Lo dimostra il tuo ridicolo modo di scrivere, zeppo di (troppi) errori deliberatamente inseriti in modo da farli sembrare quelli di una persona di lingua spagnola, ma contestualmente pieno di termini che solo un italiano userebbe. Allora, forza diccelo: chi ti paga per dire tante scemenze da rincitrullito folle? Ti diverti eh? Adesso ti faccio un bel ritrattino: sei tra i 35 e i 40 anni, un italiano MEDIO che più MEDIO non si può (e non parlo dell’aurea mediocritas latina), bazzichi l’informatica e forse lavori per qualche sfigatissima azienda sull’orlo del fallimento, che forse ha già messo in suoi dipendenti in mobilità ed ecco perchè hai tutto questo tempo da perdere sul web (ho letto il tuo delirio di onnipotenza sul sito di kataweb e tutti i tuoi insulti contro le altre persone: io ti avrei già denunciato). Non hai uno straccio di amico, tantomeno di donna (o uomo). Vivi ancora con i tuoi genitori che non vedono l’ora che tu te ne vada. Sei alto 1,73 mt, capelli scuri (pochi), corpulento.
    Tutti ti odiano e tu sfoghi la tua rabbia sul web dove nessuno può riconoscerti. Sei una persona sola e triste. Quasi quasi mi fai pena. Fatti vedere da uno bravo.

  5. BEPPERONE ha detto:

    I dati vecchi del FMI dicevano che il PIL per capita italiano nel 2006 era pari a $31.051 mentre quello spagnolo era pari a $27.914. Da cui il, mal riposto, trionfalismo della finocchiona nazionale.

    I dati nuovi del FMI dicono che il PIL per capita italiano nel 2005 (per ora al FMI sono arrivati al 2005, se aspettate un po’ arriverà anche il 2006) era pari a $27.750 e quello spagnolo pari a $27.270. Per dare un’idea, quello USA nello stesso anno era $41.674. Noterete che vi era ancora una differenza dell’1.7% a favore dell’Italia nel 2005. Siccome il PIL per capita spagnolo è cresciuto di almeno due punti percentuali in più di quello italiano sia nel 2006 che nel 2007, le stime Eurostat per il 2006 sembrano perfettamente confermate ed il rapporto fra PIL per capita spagnolo e PIL per capita italiano nel 2007 sarà, probabilmente, attorno al 104% …

    In sostanza: è confermato che il reddito per capita spagnolo è, da due anni a questa parte, superiore all’italiano.
    Che ne sarà dell’Italia, con i suoi governanti da osteria, con il suo debito pubblico stratosferico, con le sue infrastrutture assenti, con i settori più avanzati del suo sistema industriale ormai digeriti e defecati dai grandi banchieri internazionali, con le sue industrie rimanenti che vivono di incentivi per la rottamazione e di sovvenzioni statali? Che ne sarà dell’Italia, rimasta a vantare, come ultimo settore produttivo di qualche rilievo, il ridicolo Made in Italy, buono per gli scialacquii modaioli dei periodi di vacche grasse, non certo per il disastro finanziario globale che incombe?.Datemi retta: all’Italia è meglio non pensare.

    http://it.biz.yahoo.com/10012008/2/italia-spagna-el-pais-revisione-fmi-conferma-sorpa.html

    E se non vi basta posso anche mettere il link al INDICE DI SVILUPPO UMANO, dove vedrete che la Spagna è abbastanza davanti dell’Italia.

    http://es.wikipedia.org/wiki/%C3%8Dndice_de_Desarrollo_Humano

    Ecco siamo piu ricchi di voi:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=235228

    La scuola italiana bocciata:

    http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_04/scuola_ocse_ricerca_2bfd5f7c-a25c-11dc-9440-0003ba99c53b.shtml

    Fra poco vi sorpasserano anche la Grecia ed il Cipro e voi continuerete a dire che non avete stato sorpassati. Fino a che l’Albania non vi sorpasse non vi sveglierete. beh… Tanto peggio per voi!!

  6. Bepperone ha detto:

    Ah, ed un’altra cosa. La Spagna non si e rifatta con i fondi europei, ma col lavoro e disciplina degli spagnoli. Non dimenticate che noi siamo i tedeschi latini…Mi sembra abbastanza ridicolo che ci invidiate tantissimo fino a desiderarvi tutti i mali. Ridicolo e assurdo. Meglio pensate nel vostro paese che ha tante e tante cose che non andano bene… e LAVORATE, lavorate moltissimo che voi avete molta bisogna, invece di odiarvi. Vi desidero fortuna , cari amici!

  7. Bepperone ha detto:

    Gio, ti sbagli assolutamente. I dati vecchi del FMI dicevano che il PIL per capita italiano nel 2006 era pari a $31.051 mentre quello spagnolo era pari a $27.914. Da cui il, mal riposto, trionfalismo della finocchiona nazionale.

    I dati nuovi del FMI dicono che il PIL per capita italiano nel 2005 (per ora al FMI sono arrivati al 2005, se aspettate un po’ arriverà anche il 2006) era pari a $27.750 e quello spagnolo pari a $27.270. Noterete che vi era ancora una differenza dell’1.7% a favore dell’Italia nel 2005. Siccome il PIL per capita spagnolo è cresciuto di almeno due punti percentuali in più di quello italiano sia nel 2006 che nel 2007, le stime Eurostat per il 2006 sembrano perfettamente confermate ed il rapporto fra PIL per capita spagnolo e PIL per capita italiano nel 2007 sarà, probabilmente, attorno al 104% …In sostanza: è confermato che il reddito per capita spagnolo è, da due anni a questa parte, superiore all’italiano.

  8. gio ha detto:

    molto meglio in italia,quello che conta e che il reddito pro capite spagnolo e di $27767 e quello italiano e di $31791.comunque l’economia spagnola si regge su una speculazione edilizia(bolla immobiliare) senza pari in europa e sui fondi europei.ora la bolla immobiliare e espolsa e si cominciano a vedere le prime conseguenze(aumento della disoccupazione).la spagna fino ora si e rifatta con i fondi europei metro,tav,aereoporti che loro ci fanno vedere con tanto orgoglio li abbiamo quasi interamente finanziati noi europei contributori,ma questo sta per finire.aggiungete che le famiglie sono super indebitate,lo stesso le aziende e fra poco ne cominceremo a vedere delle belle.si sono gia venduti quasi tutte le riserve auree e a febbraio hanno chiesto un prestito alla bce di 40 miliardi di euro per mancanza di liquidita nelle banche,praticamente erano sull’orlo del collasso.un consiglio non investite i vostri risparmi in titoli legati alla spagna

  9. Bepperone ha detto:

    Stiamo meglio noi, spagnoli. Il FMI a ricalcolate le ciffre e conferma anche il nostro sorpasso per PIL pro Capite ppp.

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