Investire nell’oro è sempre meno redditizio e la tendenza non si invertirà a breve

Di , scritto il 08 Aprile 2013

Dopo i continui rialzi nelle quotazioni dell’oro che abbiamo testimoniato a partire dall’anno 2000 (per chi non lo sapesse, in questo lasso di tempo il suo prezzo si è quintuplicato!), da circa un anno a questa parte il prezzo del metallo giallo continua a scendere e le previsioni sul suo prezzo sono tutt’altro che ottimistiche.

Le ragioni di tale calo sono molteplici: la corsa a investire nell’ora era stata dovuta al fatto che esso era stato percepito come rifugio sicuro contro la possibilità che le banche centrali svalutassero le valute e contro l’inflazione galoppante. Inoltre, il metallo prezioso era concepito come buona alternativa all’euro quando da più parti si pensava (o si desiderava) che la moneta unica stesse per sgretolarsi. Così, chi ha puntato sull’oro a fini speculativi per lungo tempo ha ottenuto di enormi guadagni, ma poi il gioco è finito perché per il momento l’eurozona va avanti (anche se con molte ombre), la Cina si difende bene e l’economia americana sembra in risalita. Se verrà chiuso il rubinetto dell’iniezione di liquidità negli USA, il dollaro apparirà ancora meno agli investitori come un bene rifugio.

Ai fatti citati bisogna aggiungere che lo scorso anno è anche calata di molto la domanda di oro nell’industria e nella gioielleria – questo ha fatto scendere i prezzi. Così molti investitori hanno venduto le loro scorte di oro. Il celeberrimo George Soros le ha ridotte della metà.

Per far tornare l’oro in auge bisognerebbe che la zona euro entrasse nuovamente in una crisi da far tremare i polsi e che l’economia globale – soprattutto quella statunitense – rallentasse. Come dire: l’oro è un investimento sicuro soltanto in circostanze economiche disastrose.



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