Conti correnti: in aumento i casi di anatocismo bancario

Di , scritto il 09 Gennaio 2015

anatocismoMeglio noto come “capitalizzazione degli interessi”, il fenomeno dell’anatocismo bancario ha assunto nell’ultimo periodo dimensioni davvero significative scatenando subito delle inevitabili reazioni. Si tratterebbe dell’applicazione di interessi su interessi, un vero salasso per i conti correnti delle banche italiane già appesantiti dalle onerose spese. Una dura realtà che porta gli italiani a scegliere con attenzione la propria banca, magari ponendo i conti correnti a confronto  e le varie proposte avanzate dai vari istituti bancari.

In tempi di magra come questi il livello di attenzione in materia di risparmio è altissimo e, in caso di violazioni dei diritti dei cittadini così evidenti, scattano subito delle reazioni. Infatti si terranno proprio nei primi giorni del nuovo anno le prime azioni inibitorie collettive avviate dal Movimento dei Consumatori presso il tribunale di Milano. Il calcolo fatto secondo questo sistema porterebbe a conteggiare gli interessi non solo sul capitale, ma anche sulla somma del capitale e degli interessi. Questo porterebbe all’addebito nei conto correnti di interessi passivi sul capitale nel caso in cui i clienti decidano di aprire un fido bancario o abbiano un conto in rosso.

Sebbene la Legge di Stabilità del 2014 abbia ribadito il totale divieto di applicare interessi su interessi sui conti correnti, alcune indagini condotte dall’Associazione dei Consumatori hanno portato in luce uno scenario del tutto inaspettato. Sarebbero infatti oltre 30 le banche colpite dal fenomeno, principali gruppi bancari italiani e stranieri, banche popolari, banche di credito cooperativo e anche le cosiddette banche del territorio. Un comportamento illegale che ha portato le banche un guadagno illegittimo di oltre 2 miliardi di euro continuando a capitalizzare gli interessi debitori maturati nei trimestri precedenti e ad applicare tali somme anche sugli interessi passivi.

A tutela dei diritti dei cittadini sono state già previste tre azioni inibitorie collettive contro tre note banche: ING, Deutsche Bank e BPM. L’intento è fermare ogni forma di capitalizzazione degli interessi su tutti i conto correnti e spingere le banche colpevoli ad informare i propri clienti che potranno chiedere così la restituzione degli interessi illegittimi addebitati.

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