Titoli governativi italiani, tedeschi, americani: quali sono gli investimenti migliori

Di , scritto il 10 Luglio 2013

titoli di statoDa una settimana all’altra la risposta alla domanda formulata nel titolo ovviamente può cambiare anche notevolmente. L’investitore accorto deve essere sempre attivo e selettivo. Per quanto riguarda l’estate 2013 possiamo però mettere qualche punto fermo che ci orienti nella diversificazione del portafoglio almeno per i prossimi mesi.

I titoli di stato italiani sono nuovamente considerati un investimento interessante perché le tensioni sul nostro Paese sono diminuite. Sembra ormai scongiurato un ritorno alla situazione di fine 2011 perché rispetto ad allora il debito pubblico italiano è per il 70% in mano a investitori nazionali (ai tempi lo era solo per il 50%). Inoltre è stata archiviata in sede europea la procedura di infrazione per deficit eccessivo dell’Italia. La curva dei rendimenti è però molto ripida: ovvero, le scadenze brevi producono interessi molto più bassi in proporzione rispetto alle scadenze medie e lunghe. Una buona strategia potrebbe essere costituita dalla divisione del portafoglio in tre parti uguali da dedicare rispettivamente all’acquisto di Btp Italia a 3 anni emessi nel 2012, Btp 3,5% 6/18 (quello che rende di più in assoluto) a 5 anni e Btp 5% 3/22 a 10 anni. Oppure, per chi ha una maggiore avversione al rischio, vanno privilegiate le scadenze a medio termine, ovvero sotto i cinque anni, perché sono quelle che proteggono di più dal rischio di oscillazione delle quotazioni. Le scadenze lunghe offrono ovviamente un rendimento più alto ma potrebbero esporre a perdite sulle quotazioni nel caso il risparmiatore avesse bisogno di vendere i titoli prima della scadenza naturale. In altri termini: per la tranquillità si paga un certo prezzo, ovvero la rinuncia al rendimento.

I titoli di stato tedeschi (i famosi Bund) offrono rendimenti molto esigui e lo sappiamo bene. Ai fini della diversificazione al momento è consigliabile una piccola posizione in titoli tedeschi a 10 anni, soltanto per proteggersi da nuove eventuali tensioni all’interno dell’Eurozona.

I titoli di stato americani (più noti come Treasury Bond o T-Bond) rendono poco al momento e sono sempre sottoposti al rischio di innalzamento dei tassi. Al momento è consigliabile optare per le scadenze molto brevi (una mossa per avere un’esposizione al dollaro).



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