Secondo semestre 2013: come diversificare le valute

Di , scritto il 12 Giugno 2013

ValuteOltre alla diversificazione dei prodotti finanziari, un investitore accorto deve preoccuparsi anche della diversificazione valutaria. Circa un anno fa la crisi dell’eurozona aveva raggiunto livelli così preoccupanti che gli investitori avevano dedicato grosse porzioni del loro portafoglio in valute diverse dall’euro, dando la preferenza a dollaro USA, dollaro australiano, corone svedesi, corone norvegesi, franchi svizzeri e sterline.

In realtà, nei l’euro si è rivelato più forte del previsto, perciò la diversificazione valutaria non ha dato le soddisfazioni sperate. Anzi, negli ultimi dodici mesi il dollaro statunitense ha perso il 5%, quello australiano ha addirittura il 6%. Non si sono viste variazioni sul franco svizzero, con un cambio fisso a 1,20. Soltanto le corone svedesi hanno guadagnato il 4,4% sull’euro.

E per chi, invece di valute ha comprato delle obbligazioni governative in valute straniere, le prestazioni migliori sono derivate da quelle australiane a due anni (2,5% di cedola). Molto deludenti i bond in sterline dell’EBRD (soltanto + 0,48%) e quelli in franchi svizzeri di General Electric (+0,15%).

Per il futuro le valute con il più alto potenziale di crescita rimangono quelle scandinave: corone svedesi e norvegesi, su questo tutti gli esperti sono d’accordo. Alcuni gestori dicono invece che punteranno anche sul dollaro US e sulle valute dei paesi emergenti perché prevedono una paralisi nelle politiche europee fino alle elezioni di settembre in Germania. Gli analisti consigliano una diversificazione valutaria pari al 5-10% del portafoglio.



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