Acquisizioni aziendali: le pratiche che salvano le PMI e aumentano il volume d’affari degli studi legali

Di , scritto il 13 Giugno 2016

mergers-and-acquisitionsFinalmente l’M&A torna a dare i suoi frutti, anche in Italia, seppur non siamo “dediti allo shopping” come Regno Unito e Spagna. La tendenza, iniziata già nei primi mesi del 2015 e relativa alle acquisizioni delle piccole-medie imprese da parte di grandi aziende, vive un momento importante e, anche per il futuro, gode di ottime previsioni. Il Mergers & Acquisition, infatti, vale 37 miliardi di euro in Italia, 67 in Spagna, 114 in Germania, 162 in Francia e 229 in Regno Unito. Parlando del nostro Paese, però, il dato più importante riguarda la possibilità di 400 imprese italiane di poter pensare di attuare una strategia in ambito M&A, grazie all’ottimo reddito di cui godono.

E anche se dalla ricerca “M&a e creazione di valore” svolta da Kpmg e Sda Bocconi si evince che su 1.368 aziende solo il 9% svolgono M&A sistematico, bisogna ricordare che il 60% prevede acquisizioni nei prossimi 3 anni, tanto in Italia quanto all’estero, dato che fa ben sperare circa le strategie che verranno attuate per uscire dalla crisi e continuare a crescere. Aspetto che non giova solo le imprese, ma anche gli studi legali, che durante gli anni della crisi si sono dedicati per lo più alle ristrutturazioni. Se si parla, invece, di acquisizioni di aziende italiane nei confronti di imprese estere, l’aspetto fondamentale è legato alle traduzioni legali dei documenti necessari a concludere l’operazione.

Proprio la traduzione giuridica, qui, gioca un ruolo centrale e, agenzie di traduzioni come FACI, operante nel settore da oltre 25 anni, trattano ogni tipologia di documentazione necessaria a svolgere azioni come, per l’appunto, acquisizioni e fusioni, offrendo anche il servizio di asseverazione e legalizzazione. Così, accanto ad una documentazione impeccabile, si avrà l’opportunità di crescere in termini di innovazione, gestione manageriale e internazionalizzazione. In una parola: competitività, che non sarà più legata al proprio Paese di appartenenza, ma che permetterà un’ampia e veloce crescita nei mercati esteri.

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[Fonte della foto: sentieridigitali.it]



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