Basilea 3: quali saranno i vantaggi e gli svantaggi per aziende e famiglie

Di , scritto il 14 Gennaio 2014

Basilea 3Due giorni fa è stato raggiunto a Basilea un accordo tra i banchieri centrali sulla definizione comune di indebitamento bancario per superare le differenze nazionali. L’intesa sui criteri di gestione dell’indebitamento delle banche ha il doppio obiettivo di rafforzare la vigilanza sul sistema e la vigilanza sulla concessione del credito. Mario Draghi, che ha guidato la riunione dei governatori, ha sottolineato come l’accordo è uno strumento di garanzia renderà gli istituti di credito europei più resistenti agli choc finanziari e più forti nonostante i debiti. Saranno infatti condotti una serie di test sui bilanci delle banche e la loro capacità di resistenza ad eventuali nuovi stress finanziari.

Secondo le clausole di Basilea 3, la prima linea di difesa deve essere assicurata dalle banche stesse, soltanto in ultima istanza dovrebbero intervenire le banche centrali. Potranno essere concesse eccezioni ad alcuni paesi per fornire interventi di liquidità, anche se con paletti molto rigorosi. Con gli strumenti ora definiti, tra banchieri centrali e responsabili della sorveglianza bancaria non dovrebbero più ripetersi i crac che in passato sono seguiti alla crisi finanziaria innescata negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2009, che hanno reso necessario l’intervento degli Stati sovrani e al conseguente aggravamento del debito pubblico nell’Eurozona.

Se da un lato le nuove regole sono un passo fondamentale per l’Unione Bancaria europea, è anche vero che la maggiore severità richiesta alle banche verosimilmente accentuerà la tendenza ad andare verso un nuovo “credit crunch”, in un periodo in cui la negazione dei prestiti alle imprese e alle famiglie costituisce un problema gravissimo per l’economia. La BCE ha chiarito qualche tempo fa che non si ripeterà un’immissione di liquidità alle banche (come quella già avvenuta tra fine 2011 e inizio 2012) se queste non si impegneranno a impiegare i fondi ricevuti nell’economia reale. Lo stesso Draghi ha ammesso nella conferenza stampa di giovedì scorso a Francoforte che nel breve termine assisteremo a una ulteriore stretta creditizia, ma che verso la fine del 2014 il nostro sistema bancario sarà decisamente più sano e solido.



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