Come riconoscere una bolla speculativa?

Di , scritto il 17 Marzo 2021
bolla speculativa

Intorno al 1637 il prezzo di un tipo di tulipano olandese, il Semper Augustus, salì rapidamente grazie ad una sempre più crescente domanda. Quando alcuni speculatori decisero di pagare cifre esorbitanti per acquistare tulipani non ancora fioriti, i prezzi raggiunsero livelli insostenibili e il mercato dei Semper Augustus crollò.

Fu la prima bolla speculativa documentata.

Più recentemente, invece, tutti ricordiamo l’Housing Bubble del 2008, la quale, a differenza della bolla dei tulipani, ebbe conseguenze in tutti i settori produttivi mondiali, grazie anche all’effetto farfalla tipico dei giorni nostri.

Molte persone, sia professionisti del settore che non, hanno provato a studiare le bolle speculative per spiegarle, imparare a riconoscerle e, magari, pure evitarle prima che sia troppo tardi. Per ora, però, sembrerebbe che l’unica certezza sia che la teoria dei mercati efficienti (EMH) sia in parte errata.

Esistono comunque dei segnali a cui i trader possono fare riferimento per cercare d’individuare una bolla nei mercati, ma quali sono?

3 segnali da non ignorare

Ti dirò come diventare ricco: abbi paura quando gli altri sono avidi, sii avido quando gli altri hanno paura”.

Tenere a mente queste parole di Warren Buffet può aiutare molto quando, in fase d’investimento, veniamo pervasi dalla paura di un crollo improvviso dei mercati, oppure semplicemente quando siamo scettici sul reale valore di un’azione.

Il ciclo vitale di una bolla speculativa, infatti, si compone di quattro fasi:

  • Accumulazione
  • Consapevolezza
  • Frenesia
  • Scoppio

Durante la prima fase, gli investitori più lungimiranti e che hanno un “accesso privilegiato” alle informazioni acquistano un determinato titolo. A seguire, durante la fase della “consapevolezza”, la maggior parte degli investitori istituzionali piazzano gli ordini di acquisto: ciò porta ad un primo aumento di prezzo. I problemi iniziano con la terza fase, quando tutti gli investitori, anche non professionisti, si accorgono dell’aumento dei prezzi e, spinti dall’idea sbagliata di facili guadagni, entrano nel mercato.

A questo punto i prezzi del titolo superano eccessivamente il valore reale dell’azione, così gli investitori che avevano acquistato durante la prima fase, decidono di vendere, innescando una reazione a catena: è la fase dello “scoppio” della bolla speculativa.

Ma come possono i piccoli investitori, cioè coloro che non sono professionisti e che non hanno accesso alle informazioni prima degli altri, ripararsi dal rischio di perdere tutti i loro risparmi?

Le bolle speculative presentano alcune caratteristiche comuni, che potremmo considerare dei segnali che indicano la loro presenza. Più precisamente, questi segnali sono 3:

  1. Discordanza di opinioni
    Alcuni investitori e “guru” del settore reputano il titolo preso in considerazione valido e ne elogiano il potenziale; altri, invece, sono più scettici e lo credono destinato al fallimento.
  2. Incremento delle transazioni
    Il volume delle negoziazioni del titolo in un determinato lasso di tempo cresce esponenzialmente.
  3. Prezzi surreali
    Non tutti riescono ad avere informazioni chiare, oggettive e veritiere, ma è comunque possibile riconoscere quando il prezzo del titolo in questione è un multiplo del valore reale del bene di riferimento. Questo è un segnale molto importante da considerare.

Con l’analisi tecnica e/o fondamentale, e tante altre tipologie di studio dei mercati, possiamo prevedere l’andamento di un’azione nel tempo, con buone probabilità di aver ragione. In ogni caso, però, nonostante la presenza di questi campanelli d’allarme, le bolle speculative rimangono imprevedibili e pensare di averne individuata una significa scommettere contro il mercato, azione, questa, altrettanto rischiosa. Per questo, probabilmente il miglior consiglio è quello datoci da Warren Buffet e riportato a inizio paragrafo: quando gli altri sono troppo avidi, prendiamo coraggio e usciamo dalle nostre posizioni.


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