Conti deposito sempre meno generosi, ma buoni parcheggi di liquidità

Di , scritto il 17 Luglio 2013

risparmiocontidepositoPer un investitore accorto, la partenza per le vacanze deve essere preceduta da mosse oculate riguardanti gli investimenti che ha in portafoglio. In questa fase di transizione sui mercati sono molti gli operatori – anche quelli più propensi al rischio – che accettano di parcheggiare i loro capitali sui conti di deposito che, quanto meno garantiscono il totale rimborso del capitale a scadenza. Negli ultimi mesi questi prodotti hanno visto diminuire notevolmente i tassi di interesse, ma c’è chi riserva anche il 30% del portafoglio alla liquidità, puntando invece un 20% su azioni e Forex e un 50% sui titoli governativi. Da sempre, infatti, i conti di deposito sono strumenti interessanti per lasciare temporaneamente depositata una somma di cui non si è ancora decisa con precisione la destinazione. Solitamente, se questi investimenti superano i 100.000 euro, vengono suddivisi tra più banche, in modo da non superare la soglia tutelata dal Fondo di garanzia (FITD) per ciascuna banca presso cui si apre un conto.

Per il piccolo investitore che ricorre ai conti di deposito soltanto per evitare errori e rischi, è indubbio che i salvadanai elettronici sono davvero deludenti in questo periodo. Se fino all’anno scorso i tassi superavano in media il 4% lordo, dopo i tagli della BCE e il calo degli spread oggi debbono accontentarsi di rendimenti che si aggirano sul 2,5% lordo per denaro vincolato a 12 mesi – e questo anche per i nuovi clienti che, come si sa, sono sempre trattati con estremo favore. A dire il vero, la congiuntura di 18-24 mesi fa era realmente eccezionale: lo spread era altissimo, le banche cercavano di raccogliere liquidità e quindi offrivano rendimenti insolitamente alti, a cui ci siamo abituati facilmente. Il tasso di rendimento dei conti di deposito varia molto da banca a banca perché è determinato non soltanto dal costo del denaro del momento, ma anche dalle politiche commerciali di un determinato istituto di credito, dal livello di sicurezza e solidità della banca (misurato da un rating relativamente affidabile).

I diretti concorrenti dei conti deposito sono oggi i BTP decennali (rendimento intorno al 4% con tassazione al 12,5% contro il 20% di tassazione dei rendimenti dei conti deposito a fine anno). Alcune banche offrono tassi più alti per vincoli molto lunghi (fino a 36 mesi) oppure aggiungendo al contratto strumenti come pronti contro termine o certificati. Un parametro da non sottovalutare nella scelta di un istituto di credito invece di un altro è il fatto che si accolli o meno l’imposta di bollo, che quest’anno è salita all’1,5 per mille sul capitale – con tetto minimo di 34,20 euro. Per il 2012 è stata quasi una consuetudine che la pagassero le banche, ma nel 2013 molte di esse hanno rinunciato alla spesa.

La buona notizia è che con molta probabilità i rendimenti non scenderanno ulteriormente nei prossimi mesi, se non per quelle banche che si sono accorte di essere state troppo generose. L’unico caso in cui i tassi potrebbero ancora abbassarsi è un’ulteriore discesa dello spread.

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