Riforma del lavoro: che cos’è l’ASPI?

Di , scritto il 26 Marzo 2012

Nelle intenzioni del Governo Monti sta l’introduzione dell’ASPI, sigla che significa Assicurazione Sociale Per l’Impiego. E’ quello che siamo abituati a chiamare “ammortizzatore sociale”, cioè una misura finalizzata a sostenere il reddito di chi ha perso il lavoro. L’ASPI dovrebbe entrare in vigore nel 2017 andando a sostituire l’indennità di mobilità e sussidi di disoccupazione ordinaria – di cui però nel frattempo aziende e sindacati potranno ancora approfittare, visto il periodo di crisi. Finora la cassa integrazione aveva protetto solo determinate (anche se molto estese) categorie di lavoratori, mentre l’ASPI sarà di portata “universale”, nel senso che coprirà anche i lavoratori con contratti atipici e precari, fino a oggi esclusi dagli ammortizzatori sociali, oltre che gli apprendisti e gli artisti dipendenti. Restano da definire le questioni dei fondi per i lavoratori agricoli.

Una volta in vigore, l’ASPI consentirà ai disoccupati di fare richiesta per l’assegno con i criteri per la disoccupazione già noti: almeno 52 settimane di lavoro nel biennio precedente e due anni di anzianità assicurativa. In altri termini, avranno diritto all’assistenza solo chi avrà già pagato i contributi per finanziare l’ASPI. Il sussidio coprirà la percentuale del 75% della retribuzione lorda fino a 1150 euro e il 25% per la quota superiore a questa cifra; avrà un limite di 1119 euro lordi e si ridurrà del 15% ogni sei mesi. Sarà comunque più alto dell’indennità attuale che raggiunge al massimo il 60% dello stipendio lordo e dura solo 8 mesi (che salgono a 12 per chi ha più di 50 anni).

Probabilmente sarà introdotta anche una mini-ASPI, ovvero una tutela ridotta per coloro che avessero solo una parte dei requisiti necessari per l’ASPI, a cui si accederebbe con sole 13 settimane di contribuzione nell’anno che precede la perdita del posto di lavoro per una durata massima di assistenza pari alla metà delle settimane di contribuzione totalizzata in un biennio.

La misura di tutela è ben più estesa di quella attuale, secondo alcuni calcoli serviranno ben 8 miliardi in più di quelli che si spendono attualmente per gli ammortizzatori sociali.


1 commento su “Riforma del lavoro: che cos’è l’ASPI?”
  1. Dino Spano ha detto:

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