I titoli di stato italiani tornano a piacere ai gestori e Goldman Sachs li raccomanda

Di , scritto il 28 Novembre 2012

Ha spiazzato veramente tutti l’affermazione di Jim O’Neill, economista e capo della ricerca per Goldman Sachs secondo cui l’Italia potrebbe tornare a essere un paese su cui conviene investire nel 2013. L’affermazione del guru è motivata in questo modo: il punto più basso della congiuntura è stato toccato, i titoli di stato italiani sono stati a lungo sottovalutati, questo è il momento della ripresa che sarà tra le più forti in Europa, addirittura paragonabile allo sviluppo dei BRIC. Sembra troppo bello per essere vero e finora in Italia nessuno vede rosa, ma si sa che il mondo della finanza guarda sempre molto avanti e pur non essendo infallibile, potrebbe anche aver ragione questa volta. Del resto, ci sono altri segnali incoraggianti: dopo la presa di posizione della BCE, gli investitori stranieri sono tornati in maniera massiccia a comprare debito italiano: non totalmente esente da rischio, ma redditizio. I gestori hanno rivisto i giudizi sulla qualità del credito del nostro paese, calcolando oltre all’elevato debito pubblico anche il peso della ricchezza privata che lo bilancia molto meglio di quanto avvenga in altri paesi. E tengono anche conto dei buoni dati sull’avanzo primario, indicativi del fatto che il debito è sotto controllo.

Quel che è certo è che in Europa l’insieme dei paesi valutati con il rating AAA diventerà più piccolo, come è già successo con il declassamento della Francia; ma l’opinione condivisa è che l’economia europea vedrà un graduale miglioramento a partire dalla metà del 2013.

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