IVAFE: come si calcola l’imposta sulle attività finanziarie all’estero

Di , scritto il 29 Maggio 2013

IVAFE è l’acronimo che indica l’Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero, che da quest’anno devono versare tutti coloro che detengono (direttamente o per interposta persona) degli investimenti fuori dall’Italia. Si noti che se l’intermediario (banca, SIM, fiduciaria ecc.) è italiano, non è dovuta alcuna imposta.

Per calcolare l’imposta sulle attività finanziarie estere, bisogna prendere in considerazione il valore degli investimenti in data 31 dicembre 2012: l’aliquota da pagare è pari all’1 per mille. Se l’attività finanziaria si limita a un conto corrente bancario o a un libretto di risparmio, l’imposta è fissa e pari a 34,10 euro se la giacenza annuale sul conto supera i 5000 euro (sommando tutti i conti e i libretti detenuti presso lo stesso intermediario). E’ invece pari a zero se la giacenza è inferiore ai 5000 euro.

Come avviene per l’IVIE, l’IVAFE deve essere dichiarata e versata con il modello Unico, anche abbinato al modello 730 per la dichiarazione dei redditi. I codici da usare sono i seguenti:
* per il saldo 2012: codice 4043
* per la prima rata di acconto 2013: codice 4047
* per la seconda rata di acconto 2013: codice 4048.
Nel modello Unico, il quadro interessato è l’RM, ai righi RM33-34: nella colonna 1 occorre indicare il valore dell’attività finanziaria. Nella colonne 2, la quota; nella colonna 3, il periodo di possesso (indicato in giorni). Nelle colonne 4, 5, 6 si calcola l’imposta. La colonna 7 deve essere barrata per indicare conti correnti e libretti di risparmio. Nel rigo RM35 si detrae l’IVAFE versata nel 2012 (infatti, i contribuenti che avevano pagato l’IVAFE per il 2011 possono considerare questo versamento come acconto per il 2012).



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