ETF: come scegliere i più convenienti

Di , scritto il 29 Novembre 2012

Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono uno degli investimenti più adatti ai piccoli investitori: si tratta di fondi comuni di investimento o Sicav a gestione passiva, ovvero che replicano in maniera automatica l’andamento dell’indice o del paniere di titoli sottostante (detto benchmark).Stanno ad altri tipi di investimento a gestione attiva come un viaggio organizzato sta a un viaggio fai-da-te: possono dare soddisfazioni, con minor numero di sorprese spiacevoli. Gli ETF possono essere di tipo azionario, obbligazionario oppure investimenti su materie prime (ma in questo caso si parla più precisamente di ETC e non ne parleremo qui).

Perché sono adatti anche ai piccoli risparmiatori? Perché hanno costi più contenuti se paragonati ai fondi a gestione attiva, sia dal punto di vista delle commissioni che spettano ai gestori, sia dal punto di vista fiscale (i proventi non devono essere indicati nelle denuncia dei redditi). Inoltre si possono acquistare anche in lotti molto piccoli: poiché bastano poche centinaia di euro, l’ingresso minimo con i fondi ETF è alla portata di chiunque.

Gli ETF sono in ogni parte del mondo prodotti finanziari sempre più richiesti, sia come investimento “unico” che come base solida per comporre un portafoglio altamente diversificato. Negli Stati Uniti l’alto livello della domanda ha già fatto scendere molto i loro prezzi e con tutta probabilità lo stesso succederà anche in Europa in un futuro non troppo lontano.

Il fatto che esista un numero crescente di ETF rende più complessa la scelta per i clienti retail: vale assolutamente la pena di spendere qualcosa per una consulenza iniziale valida, che indirizzi alla scelta migliore in base al proprio patrimonio e alle proprie esigenze personali e che porti alla composizione di un portafoglio equilibrato e opportunamente diversificato. Le linee guida per la scelta sono comunque grosso modo le seguenti:

* Qual è lo spread tra prezzo di domanda e offerta? Più è basso questo valore, più sarà facile vendere senza grosse perdite in caso di bisogno. In altri termini: lo spread è inversamente proporzionale alla liquidità.

* In base a criteri riguardanti l’investitore (come propensione al rischio, età, aspettative di rendimento, strategie di investimento e orizzonte temporale) quali sono le proporzioni preferibili per azioni e obbligazioni all’interno dell’ETF? Sono infatti possibili bilanciamenti a 50-50, 30-70, 10-90, oltre che 100% di bond o 100% di azioni.

* Per quanto concerne gli ETF obbligazionari, i meno rischiosi sono quelli costituiti bond governativi di varie durate (il livello di rischio sale con la durata dei bond) e quelli monetari (assai sicuri, ma di solito poco redditizi). Più rischiosi i corporate bond, ovvero i bond aziendali.

* Nel settore degli ETF azionari, il consiglio per minimizzare il rischio sta nella diversificazione tra le borse azionarie dei paesi sviluppati (USA, Europa, Australia, Canada, Svizzera), scegliendo gli indici più conosciuti e rappresentativi (Euro Stoxx 50, S&P, Dow Jones, Msci ecc.).


4 commenti su “ETF: come scegliere i più convenienti”
  1. […] parlato a suo tempo degli ETF più convenienti, citando il fatto che, tra gli ETF obbligazionari i più rischiosi sono quelli sui bond aziendali, […]

  2. […] già discusso qualche tempo fa su quali sono gli ETF più convenienti. Oggi vediamo il tipo di trattamento che subiscono dal punto di vista fiscale. Gli ETF sono tassati […]

  3. […] chi decide di investire in ETF, è fondamentale conoscere il concetto di NAV che, come vedremo in un futuro articolo, è di […]


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