La SEC e il no agli ETF dei fratelli Winklevoss

Di , scritto il 31 Luglio 2018

bitcoinPochi giorni fa la SEC, Securities Exchange Commission negli USA ha respinto ancora una volta la proposta dei fratelli Tyler e Cameron Winklevoss di istituire ETF Bitcoin attraverso la loro società controllata BZX Exchange Inc. I fratelli Winklevoss sono noti per aver fatto fortuna con le criptovalute ed essere i proprietari dell’exchange Gemini. Vogliamo riflettere sulle potenziali ripercussioni che tale decisione può avere sul trading di bitcoin. Gli investitori potrebbero “raffreddarsi”? Analizziamo la situazione partendo da come sono andati i fatti.

Il secondo no della SEC

Il no ai fratelli Winklevoss sugli exchange-traded fund bitcoin del 26 luglio 2018 è il secondo, dopo quello espresso a marzo del 2017. Allora come oggi, la SEC giustifica la sua motivazione affermando che i mercati non sono regolamentati e molte piattaforme di scambio (i crypto exchange) sfuggono alla sorveglianza delle autorità governative. La SEC ritiene, inoltre, che non sia possibile, allo stato attuale del mercato dei crypto asset, prevenire attività manipolative e fraudolente da parte di terzi. La Commissione è particolarmente preoccupata delle manipolazioni che potrebbero avvenire sugli exchange di criptovalute fuori dalla giurisdizione degli Stati Uniti d’America.

bitcoinCome hanno reagito i mercati?

La notizia è di per sé negativa e in altri momenti di questo 2018 avrebbe potuto facilmente trascinare verso il basso il bitcoin e le altre altcoin. Invece i mercati hanno assorbito velocemente queste cattive notizie e si sono scaldati – nonostante faccia già molto caldo – mobilitando ampi capitali. Segno che, almeno per il momento, c’è una tendenza rialzista. Gli investitori del settore crypto asset, quindi, anche questa estate non abbandonano il trading di bitcoin, ma continuano a monitorare la situazione sia dall’ufficio che dall’ombrellone, complici tutti gli strumenti su dispositivi mobili oggi disponibili.

Le altre proposte di ETF bitcoin

Al vaglio della commissione ci sono altre proposte di istituire ETF bitcoin avanzate da società di strumenti finanziari con sede negli USA. La proposta avanzata dalla società Direxion, ad esempio, è stata rimandata al 21 settembre prossimo. In quella data sapremo se la società Direxion, specializzata in ETF e fondi comuni, sarà la prima nella storia a ottenere il “patentino” per gli ETF bitcoin o solo l’ultima della lista a ricevere un no.

Il trading di Bitcoin e la fiducia degli analisti sul 2018

Tendenzialmente gli analisti sono cauti nel pronosticare il prezzo di bitcoin da qui alla fine del 2018, la maggioranza consiglia di vivere giorno per giorno e di accontentarsi dei guadagni sul brevissimo termine. Alcune voci fuori dal coro avanzano previsioni ottimistiche. Tra questi troviamo Mark Yusko, CEO di Morgan Creek Capital Management, secondo il quale il bitcoin raggiungerà i 25 mila dollari USA entro la fine del 2018, superando nettamente il record del 20 dicembre 2017 (20 mila USD). Alexis Ohanian, cofondatore della nota piattaforma di social media Reddit, è “più cauto”, affermando che entro fine anno il valore del bitcoin tornerà a 20 mila USD. Sarà proprio così? Staremo a vedere, intanto continuiamo a fare trading di bitcoin ma con prudenza.



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